Coronavirus. Ordine degli psicologi della Sardegna: filo diretto per l’assistenza psicologica

Sonia

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Coronavirus. Ordine degli psicologi della Sardegna: filo diretto per l’assistenza psicologica

martedì 03 Marzo 2020 - 10:38
Coronavirus. Ordine degli psicologi della Sardegna: filo diretto per l’assistenza psicologica

L’Ordine degli psicologi della Sardegna ha attivato dalle ore 17 di ieri un numero telefonico per l’assistenza psicologica a cittadini ed operatori che ne sentano la necessità, in seguito all’emergenza Coronavirus ed al caso sospetto in Sardegna: 3791663230.

«Abbiamo attivato questo servizio- ha spiegato Angela Quaquero, presidente Ordine degli Psicologi della Sardegna – in collaborazione con le associazioni: Psicologi per i Popoli, SIPEM e EMDR ITALIA, sotto il coordinamento della Protezione Civile, per le implicanze psicologiche ed emotive che il pericolo oggettivo che il Coronavirus può suscitare. In soggetti, che hanno già delle fragilità sia di natura psicologica, che di natura fisica, per patologie pregresse o altro,”la paura” di contrarre il virus, può accentuare la condizione oggettiva e soggettiva di fragilità, amplificando emozioni, pensieri, preoccupazioni, con il rischio di un peggioramento della condizione generale e di un abbassamento delle stesse difese organiche».

Il servizio è attivo tutti i giorni dalle ore 17:00 alle ore 19:00, salvo eventuali e necessarie modifiche, ed è svolto da psicologhe e psicologi di comprovata esperienza e competenza, è gratuito e diretto a tutte le cittadine e i cittadini che ne sentano la necessità.

Si attende, nel frattempo l’attivazione del numero verde, già richiesto.

«La nostra assistenza psicologica – ha aggiunto Angela Quaquero- è diretta anche ai professionisti e agli operatori coinvolti nell’emergenza sanitaria, medici, infermieri, personale di assistenza, che sono stati mobilitati per fronteggiare ogni evenienza legata alla eventuale diffusione del contagio anche in Sardegna. Seguiamo con attenzione gli sviluppi della situazione e delle azioni che sono state messe in campo dalle autorità sanitarie, che, come sappiamo hanno già predisposto presidi anche esterni alle strutture sanitarie e mobilitato il personale, con azioni restrittive su permessi e ferie. Una condizione di pressione e stress di cui occorre tener conto e per cui siamo pronti a intervenire».

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