domenica 29 marzo 2020, Aggiornato alle 6:10
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Coldiretti: “Costi elevati a causa del blocco della movimentazione del bestiame”

un bovino

 

È ormai da un anno e mezzo che gli allevatori della provincia Nuoro Ogliastra pagano 25,08 euro per ogni capo bovino da esportare fuori dalla Sardegna: si tratta del costo dell’esame, obbligatorio, per la Pcr, in vigore dopo che nel settembre 2018 fu riscontrato un focolaio di sierotipo BTV3 della lingua blu, con conseguente circoscrizione della “zona infetta” in un raggio di 20 km dal focolaio, in seguito estesa a “zona di sorveglianza” per un raggio di 150 km che avrà una durata di due anni dall’ultimo focolaio.

Anche  se con i 150 km, secondo il calcolo, si lambivano solo i territori dei comuni di Orgosolo e Fonni si è deciso di estenderla a tutta la provincia di Nuoro.

Questa  zona di sorveglianza è costata fino ad ora agli allevatori della provincia Nuoro Ogliastra oltre 121mila euro, dato lo spostamento effettuato di  4835 capi, con conseguente esame Pcr, una settimana prima dell’imbarco, al costo di 25,08 euro l’uno.

«Un aggravio dei costi esagerato – ha commentato il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis – che incide pesantemente nei bilanci degli allevatori. Riteniamo esagerato il perimetro dell’area di sorveglianza anche perché c’è una rete di controllo e monitoraggio del sierotipo capillare e frequente che garantisce un basso livello di rischio. Ci sono molti animali sentinella, sottoposti mensilmente a verifiche immunitarie, risultate, nel nostro territorio, tutte negative. Cosi come lo sono stati gli esiti della sorveglianza sierologica, entomologica (trappole catturanti posizionate per gli insetti vettori ) e i controlli pre-movimentazione».

«I nostri allevatori stanno pagando a prezzo pieno l’esame del PCR a cui devono sottoporre i loro animali che devono vendere fuori dalla Sardegna una settimana prima dell’imbarco – ha ricordato Alessandro Serra, direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra –mentre in altre Regioni, come la Sicilia, i costi sono stati abbattuti grazie all’intervento dell’assessorato all’Agricoltura e ridotto a costi più sostenibili (circa 6/7 euro a capo). Per questo è necessario – ha chiosato Serra – ridurre l’estensione della zona di sorveglianza o revocarla anticipatamente, visto che il sierotipo è sotto controllo».

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