giovedì 29 ottobre 2020, Aggiornato alle 19:46
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Coldiretti. L’agricoltura ingannata dallo stravolgimento delle stagioni: un miliardo di danni

Mandorli in fiore
Mandorli in fiore

“I cambiamenti climatici sono in atto e stanno mandando in tilt la natura e l’agricoltura con lo stravolgimento delle stagioni e l’alternarsi di calamità estreme”.

Lo denuncia Coldiretti che ha stimato in 1 miliardo il danno causato dagli insetti alieni in Italia mentre le conseguenze dei cambiamenti climatici con sfasamenti stagionali ed eventi estremi hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.

«La preoccupazione è tanta – ammette il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – sia perché il caldo di gennaio e dei giorni scorsi hanno anticipato il risveglio delle piante che con l’abbassamento delle temperature e le possibili gelate potrebbero subire dei danni pesanti e sia perché già a febbraio stanno cominciando ad arrivare i primi segnali di insofferenza. I campi sono secchi e necessitano di acqua in tutta la regione. Per questo si deve programmare un anticipo della campagna irrigua (prevista per il primo aprile) in tutta la Regione visto il persistere della mancanza di precipitazioni, con il conseguente rischio di rimanere nei prossimi mesi con le dighe vuote se le precipitazioni stenteranno ad arrivare».

«Sono impressionanti le conseguenze dei cambiamenti climatici – aggiunge il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – ormai passiamo da una emergenza ad un’altra. Non si contano più i danni e ci stiamo anche scontrando con insetti alieni con i quali spesso ci ritroviamo ad assistere impotenti alle loro devastazioni»

PIANTE INGANNATE DA FALSA PRIMAVERA Secondo Coldiretti: “nel cuore dell’inverno a macchia di leopardo lungo la Penisola le piante sono state ingannate da una finta primavera dopo un mese di gennaio estremamente mite. Fioriture anticipate delle mimose in Liguria e dei mandorli in Puglia, Sicilia e Sardegna, dove inizia a sbocciare anche qualche pianta da frutto. In Abruzzo sono in fase di risveglio, con un anticipo di circa un mese, gli alberi di susine e pesche mentre gli albicocchi in Emilia hanno già le gemme che si stanno addirittura aprendo nei noccioleti del Piemonte. Se il Nord è ancora salvo dalla siccità per la caduta di una grande quantità di pioggia tra metà ottobre e metà dicembre, nel centro sud sono Puglia e Basilicata a destare le maggiori preoccupazioni per la carenza di risorse idriche. In Puglia la disponibilità e addirittura dimezzata in 12 mesi con circa 140 milioni di metri cubi contro i 280 di un anno fa secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio ANBI mentre in Basilicata manca all’appello circa 2/3 delle risorse idriche disponibili rispetto a febbraio 2019”.

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