sabato 4 luglio 2020, Aggiornato alle 21:54
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“L’Ogliastra che vogliamo”: incontro sull’autonomia con gli assessori regionali Sanna, Nieddu e Todde

Panortamica di Tortolì, luogo dell'omicidio di Silverio Usai
Panortamica di Tortolì

 

 

Si è svolto nei giorni scorsi a Tortolì l’incontro “L’Ogliastra che vogliamo”, un incontro aperto alla cittadinanza  per riflettere sull’importanza dell’autonomia locale in campo amministrativo e sanitario.

Al centro del dibattito l’attenzione per l’Ogliastra e le sue peculiarità, per l’autonomia ed il rispetto dell’identità del territorio.

La posizione degli assessori regionali degli Enti Locali Quirico Sanna, della Sanità Mario Nieddu, e dei Trasporti Giorgio Todde, presenti all’incontro, è chiara:  «Nella linea tracciata dal presidente Solinas – ha dichiarato Sanna – abbiamo ribadito che questa giunta non sarà sorda alle richieste del territorio. Nella logica dell’autodeterminazione e della condivisione delle scelte, non ci saranno decisioni calate dall’alto; così come per la Gallura e il Sulcis, anche l’Ogliastra avrà la sua autonomia. La Provincia nascerà seguendo le istanze del territorio. Per la riforma territoriale verrà data nuovamente la parola ai cittadini, che potranno esprimersi col proprio voto. È una battaglia di tutta la Sardegna per difendere la nostra autonomia e democrazia. Se dovesse servire siamo pronti a sfidare anche il governo nazionale.

Per quanto riguarda la riforma sanitaria – ha precisato Nieddu – ribadiamo quanto abbiamo sempre sostenuto: seguiremo il criterio dell’omogeneità degli enti territoriali perchè è giusto che  all’interno dell’ambito territoriale della nuova Provincia dell’Ogliastra venga assegnata un’Asl».

L’assessore Todde ha aggiunto sul tema dei trasporti che intende battersi perché lo scalo di Arbatax sia classificato porto di rilevanza nazionale ed inserito nell’Autorità del mare di Sardegna.

«Martedì – ha dichiarato  Todde – sarò al Ministero per chiedere l’immediata attivazione delle procedure di continuità marittima per la Sardegna. Non accettiamo ulteriori ritardi e siamo pronti alla mobilitazione».

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