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Urbanistica. Confartigianato chiede un confronto per il rilancio del settore: norme certe e pianificazione

 

Gli imprenditori edili di Confartigianato Imprese Sardegna hanno chiesto un confronto con Giunta e Consiglio Regionale per lo sviluppo delle costruzioni nell’Isola.

I temi proposti sono: norme urbanistiche certe, pianificazione regionale omogenea, riqualificazione dell’esistente e premialità volumetriche per lo sviluppo delle zone turistiche e dei centri urbani.

I numeri del settore: 22.378 imprese attive, di cui il 58,1% artigiane, che impiegano più di 40mila addetti. Purtroppo, tra il 2008 e il 2017  22mila imprese  hanno cessato definitivamente la loro attività, lasciando senza lavoro più di 45mila addetti.

Si registra inoltre anche un crollo verticale del valore aggiunto, che ha subito un calo del 27,7% tra il 2007 ed il 2016; un mancato giro d’affari di 652 milioni di euro.

Giacomo Meloni Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna chiede con forza il rilancio del settore edile isolano. «Dobbiamo ridare valore alla Sardegna e alle sue imprese partendo dal valore del territorio. Per questo abbiamo necessità di norme urbanistiche chiare, certe, stabili e immediatamente applicabili.  Lo abbiamo già detto alle Giunte passate – ha affermato Meloni – e lo ripetiamo anche a questa. Queste norme  ovviamente dovranno essere concordate con le imprese, perché è indispensabile che la Regione si muova insieme al tessuto produttivo in un’ottica di collaborazione e non di sterile contrapposizione».

Sul tema “ex Piano Casa”, su cui si dibatte in questi ultimi giorni, Confartigianato Edilizia chiede accelerazione e concretezza. «Crediamo che questo sia uno strumento che possa, nel breve periodo, continuare a far sopravvivere il settore – ha spiegato il presidente Meloni -e riteniamo che le proposte fatte in Commissione in Consiglio Regionale siano di buon senso, anche alla luce del fatto che, in tutti gli anni in cui era in vigore, la norma non abbia creato scempi edilizi o tanto meno forme di speculazione con compromissione del territorio».

«I costruttori di Confartigianato Edilizia vorrebbero anche incentivare l’attività di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente: ci sono strutture ricettive e civili che avrebbero bisogno di questi interventi – ha precisato Meloni – ma bisogna anche invogliare i proprietari con vantaggi di premialità, anche volumetriche, sia nei centri storici che nelle zone F ed E per consentire interventi con una ricaduta economica per gli investitori e per le imprese, senza consumare nuovo suolo. L’associazione chiede anche una pianificazione su tutto il territorio regionale isolano e che ogni Comune approvi  il proprio piano urbanistico comunale».

F. Becchere

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