lunedì 11 novembre 2019, Aggiornato alle 19:53
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La deputata del M5S Emanuela Corda: “si prosegua il lavoro di dismissione delle basi militari”

Manifestazione a Capo Frasca
Manifestazione a Capo Frasca
«Il ministero della Difesa, con Elisabetta Trenta, anche in virtù di un lavoro congiunto con noi parlamentari in commissione Difesa, ha mostrato nei mesi passati grande sensibilità nei confronti delle servitù militari in Sardegna, iniziando il lavoro di dismissione di alcuni siti, come è avvenuto per Porto Tramatzu. Mi auguro che il nuovo ministro Lorenzo Guerini continui il lavoro di chi l’ha preceduto». 

Sono le parole della deputata Emanuela Corda, componente della Commissione difesa che sottolinea quanto la Sardegna abbia già dato in termini di cessione del proprio territorio alla realtà militare.
«Ho letto le dichiarazioni del sottosegretario Giulio Calvisi a tal proposito, che parla di cabine di regia e di studi da approfondire.
E fa piacere notare una certa disponibilità nelle sue parole. Tuttavia auspichiamo si proceda dalle parole ai fatti, perché i protocolli sono già stati siglati e aspettano solo di essere messi in pratica. I percorsi sono stati avviati, occorre riprenderne l’attuazione».
Ma è anche vero, continua la deputata, che «il fatto che la Sardegna sia punto di riferimento militare e strategico per l’addestramento con i più importanti poligoni d’Europa, oggi possa diventare un punto a nostro favore soprattutto in chiave dual use con una apertura ai settori civili. Dall’aerospazio, alle nuove tecnologie in campi strategici, la nostra Terra potrebbe attrarre investimenti importanti e diventare punto strategico per piattaforme che valorizzino il territorio e le professionalità locali. Occorre iniziare a restituire seriamente alcuni territori di pregio ai cittadini e al contempo pretendere d’essere punto di riferimento per progetti innovativi e iniziative che portino ricchezza e prestigio».

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