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Popolo della Famiglia Sardo contro la proposta di legge regionale che tutela i diritti LGTB

Nuoro, prima tappa del Sardegna Pride 2018 (foto S.Novellu)
Nuoro, prima tappa del Sardegna Pride 2018 (foto S.Novellu)

In proposito abbiamo sentito Sebastiano Mastino, attivista nuorese Lgbt+: “è una legge di civiltà”

Il Popolo della Famiglia Sardegna si scaglia contro la proposta di legge numero 26 presentata da Maria Laura Orrù, Consigliere regionale dei Progressisti e da Gianmarco Capogna, portavoce nazionale della campagna LGBTI+ di Possibile. Le «norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o da una condizione di intersessualità» fanno infuriare gli esponenti del PFS, che dichiarano: «Qualora venisse presentata una simile proposta in Consiglio regionale, verrà messa in atto una dura opposizione, con tutti i mezzi a disposizione, a questa deriva che si vuole imporre alle famiglie e al popolo sardo. Riteniamo offensiva anche solo la proposta avanzata, visto che, sino ad ora, si è lasciata a tutti piena libertà di espressione anche consentendo lo svolgersi di manifestazioni di protesta e di indubbio gusto, come i vari gaypride isolani. Quella che si vorrebbe presentare è una proposta di legge pericolosa e inutile».

«L’omobitransfobia – ha affermato  il Popolo della Famiglia – è un concetto astratto che nella realtà non esiste; esistono le discriminazioni. E’ utile, semmai, unirci per combatterle insieme, ma non creiamo un’etica di Stato dove, a farla da padrone, sia il pensiero dominante del mondo lgbt».
«La proposta di legge numero 26, fortemente voluta da tutto il centrosinistra – ha spiegato Maria Laura Orrù – è una legge di civiltà, una proposta che noi facciamo a tutto il Consiglio Regionale perchè venga approvata all’unanimità e sancisca i diritti di tutti i cittadini e cittadine della Sardegna per vivere la propria affettività pienamente, senza necessità di rinnegarla o nasconderla».
Sebastiano Mastino, attivista nuorese Lgbt+, non nasconde la propria soddisfazione per questa ventata di cambiamento positivo in tema di diritti ed uguaglianza: «la proposta di legge della consigliera Orrù, oltre che essere un segno di sensibilità nei confronti di una comunità – ha spiegato Mastino – che è sempre esistita, esiste e continuerà a esistere, è urgente alla luce, non solo dei recenti episodi di omofobia come quello eclatante di Ss, ma di tutti quelle persone lgbtqi+ che fino a questo momento non hanno avuto il coraggio di denunciare  soprusi di cui sono stati/e vittime. Perché dovremmo temere la vista di gesti di affetto tanto spontanei come un bacio o un semplice tenersi per mano se a farlo sono due uomini o due donne? Questa legge tutela i nostri diritti ma è un vantaggio per un territorio che beneficia della cultura dell’inclusione. Non toglie niente a nessuno anzi … ci arricchisce».

F. Becchere

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