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Il futuro della Biblioteca Satta nuovamente in bilico: dipendenti chiedono un confronto

Biblioteca Sebastiano Satta

 

Grande preoccupazione dei dipendenti della Biblioteca Satta, riunitisi i giorni scorsi in Assemblea: il ritardo nell’applicazione contrattuale, l’assenza  di un tavolo di confronto per la stesura di un contratto decentrato integrativo, la situazione organizzativa dell’ente e dei suoi servizi generano una contrarietà che non si sentono di nascondere.
«Nonostante nell’ultimo anno si siano svolti diversi incontri tra Commissario, Dirigente, assemblea dei lavoratori e rappresentanti sindacali – spiegano in una nota – l’applicazione di alcuni istituti contrattuali che riguardano il salario differito è bloccata da tempo».
La piattaforma contrattuale di parte sindacale è stata consegnata alla dirigente dal mese di marzo, ma ancora non si è giunti alla costituzione di un formale tavolo di trattativa, allontanando la possibilità di procedere a eventuali progressioni orizzontali dei dipendenti.
La mancanza di un nuovo contratto decentrato rende impossibile anche la valutazione delle performance individuali dei dipendenti e la relativa corresponsione delle produttività del 2018» è scritto nel documento.

I dipendenti rilevano, inoltre, che dal febbraio 2018 è bloccata la corresponsione dei buoni sostitutivi del servizio mensa e non viene effettuata la rielaborazione dei tabulati delle presenze: il personale non è aggiornato sulla situazione relativa a ferie, riposi compensativi e straordinari.

Uno dei motivi di grande preoccupazione è che tra il 2015 e la fine del 2019 l’ente ha subito una riduzione di organico del 60% dei dipendenti e di conseguenza, entro 12 mesi la Biblioteca sarà sprovvista di funzionari bibliotecari, funzionari amministrativi e vicedirettore.

Ne consegue che il servizio presenta delle carenze evidenti che non consente loro di essere completamente efficienti: con l’assenza della vicedirezione lo sviluppo delle collezioni è sostanzialmente bloccato, i pc sono vecchi, la rete inadeguata, il wi-fi inaffidabile; gli automezzi in dotazione sono fermi da mesi e  il servizio minimo del prestito interbibliotecario diventa un problema.
«Rinunciare ai 2 operatori esperti pochi mesi dopo il pensionamento del direttore e della vicedirettrice – precisano ancora nella nota – ha penalizzato l’attività di tutti i servizi: ben poco può la disponibilità di dipendenti che hanno una differente storia professionale e che non hanno ricevuto alcun tipo di formazione sull’elaborazione di provvedimenti amministrativi».

Al momento sarebbe possibile solamente il pagamento delle retribuzioni del mese corrente: per il 2019 non risulterebbero accreditate né le quote di competenza della Regione né quelle del Comune di Nuoro (che peraltro non ha trasferito nessuna quota neanche per l’anno 2018), mentre la Provincia di Nuoro avrebbe versato per il 2019 solamente una parte della quota iscritta nel bilancio dell’ente.

I dipendenti della Biblioteca si rammaricano anche di un mancato coinvolgimento sia loro che dei loro rappresentanti e dichiarano che «tale trasformazione porterà, presumibilmente, a una nuova definizione dei rapporti giuridici e del rapporto di lavoro dei dipendenti, che chiedono quindi di essere almeno informati sull’orientamento del proprio futuro».

F. Becchere

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