martedì 15 ottobre 2019, Aggiornato alle 12:52
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Sabbia, conchiglie e cocci asportati via dalle spiagge sarde: scattano le ganasce fiscali

Ganasce fiscali contro i turisti, in particolare stranieri, che rubano sabbia, conchiglie e cocci dalle spiagge della Sardegna. È l’idea a cui sta lavorando il Corpo forestale regionale per dare un freno all’arrembaggio dei moderni predoni sui litorali dell’Isola.  «Stiamo valutando la possibilità di attivare questo istituto – spiega  il comandante del Corpo forestale della Sardegna, Antonio Casula – Molte delle persone che commettono questi furti sono stranieri e quando rientrano nella loro nazione è difficile ottenere il pagamento della sanzione».

«La Regione sarda – ricorda il dirigente – ha una normativa ben precisa in merito a questo tipo di ruberie, la legge 16 del 2017, e questa prevede multe dai 500 ai tremila euro. Noi, come la Guardia di finanza, i Carabinieri e la Polizia, facciamo il sequestro del materiale e notifichiamo la sanzione, ma poi i turisti tornano nel loro Paese e il più delle volte non pagano. Per questo stiamo ragionando con l’ufficio legale per applicare l’istituto delle ganasce fiscali: auto o imbarcazione ferme fino a quando la multa non viene pagata. Ci sembra l’unico modo per contrastare il fenomeno, visto che non è possibile conciliare al momento della contestazione». Dall’inizio dell’estate sono una decina le multe elevate dal Corpo forestale per questo tipo di infrazione. «Di sicuro la campagna di sensibilizzazione ha dato i suoi frutti – precisa Casula – ma ancora non è sufficiente».

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