martedì 29 settembre 2020, Aggiornato alle 20:30
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A Cambridge sarà presentata “l’app sarda” nata per limitare l’insidiosa malattia dei bronchi

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BPCO: una sigla che, ai più, risulta incomprensibile. Eppure si tratta di una malattia molto diffusa. Ne soffrono più di due milioni e mezzo di italiani ed è la quarta causa di morte al mondo, e – entro il 2020 – l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la classificherà come terza causa. Si tratta di una patologia progressiva, solo parzialmente o per nulla reversibile, che colpisce l’apparato respiratorio. Tale ridotta ossigenazione ha riflessi sugli altri organi influendo in modo significativo sulla qualità di vita, con sintomi come affanno e stanchezza. Dai ricercatori sardi arriva un rivoluzionario dispositivo che  che consente di tenere sotto controllo l’insidiosa malattia e grazie a un’intesa dell”Azienda per la Tutela della Salute della Sardegna/ASSL Cagliari, Lanusei e Nuoro ad agosto sarà presentato  nella prestigiosa Università di Cambridge. 

L’app parla anche sardo, visto che tutto è partito da uno studio di ricerca condotto in collaborazione con il Policlinico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Laboratorio di Sistemi di Elaborazione e BioInformatica (CoSBi) della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria della medesima università e la ASSL di Lanusei.

Il dispositivo in sperimentazione, brevettato dalla startup BPCOmedia srl, spin off dell’Università Campus Biomedico di Roma, capitanata da Giuseppe Capasso, basato sull’uso combinato di un comunissimo smartphone e di un pulsossimetro (un piccolo strumento che si applica ad un dito della mano e che rileva calcolare quanto ossigeno è presente nel sangue) per evidenziare una eventuale riacutizzazione della malattia. I pazienti, semplicemente effettuando tre misurazioni al giorno con il pulsossimetro, potranno leggere direttamente sullo smartphone o sul tablet il proprio stato di salute. Le risposte saranno personalizzate in base alle caratteristiche fisiologiche di ogni persona e potranno indicare uno stato di salute normale oppure inviare allarmi per casi di desaturazione, di tachicardia, di peggioramento delle funzioni respiratorie o di missing data, ricordando al paziente se due o più misurazioni non sono state eseguite.

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