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Emergenza idrica in città. Opposizione: “Vertici di Abbanoa incapaci con la complicità del sindaco”

Rubinetti a secco (foto S.Novellu)
Rubinetti a secco (foto S.Novellu)

 

I Rubinetti a secco per un giorno e le restrizioni idriche da parte di Abbanoa in città scatenano le reazioni dell’Opposizione politica comunale.

Fra i primi, la compagine Sardista, che ormai nell’assetto del consiglio comunale ha assunto il ruolo di cane da guardia.

Viviana Brau, Claudia Camarda e Graziano Siotto tuonano è chiedono le dimissioni dei vertici di Abbanoa: «per il terzo anno consecutivo, sempre a luglio, la condotta principale di approvvigionamento di Nuoro in agro di Mamoiada salta e arrivano le restrizioni ormai note e le solite promesse inevase da parte del gestore unico che promette l’avvio imminente della sostituzione totale della rete colabrodo e il richiamo agli oltre tre milioni di euro che la stessa avrebbe in cassa e pronti all’utilizzo, senza però mai vederne nemmeno l’inizio».

«Il gruppo consiliare del Partito Sardo d’Azione, nel denunciare il grave e ciclico modus operandi di Abbanoa, e il preoccupante e solito silenzio del Sindaco di Nuoro sulla vicenda, chiede all’azienda l’immediato avvio dei lavori promessi o le dimissioni dei vertici Abbanoa». I Sardisti annunciano inoltre di «richiedere il diretto intervento del Presidente della Giunta Regionale anche per la valutazione di immediati provvedimenti nei confronti della società».

Più pacato il consigliere Paolo Fadda che con la sua diplomazia bismarckiana  scrive in una nota chiede al Sindaco un incontro urgente fra il Comune, la Protezione Civile e Abbanoa affinché si stabilisca e si metta nero su bianco un protocollo per la Gestione dell’emergenza a Nuoro sempre più frequente.

«Ancora una volta non ha funzionato la Comunicazione lasciando i cittadini, gli esercenti al tam tam di notizie rassicuranti. È fondamentale che ci si attivi con un sistema di sms attraverso i quali i cittadini vengono costantemente informati sullo stato del disguido e sui tempi certi del ripristino, ma è ancora più importante che si vari un piano di emergenza che in situazioni come quelle che che si sono create in questi giorni preveda un sistema di autobotti dislocate in più quartieri della città e soprattutto a domicilio per gli anziani e i disabili, per particolari situazioni sociali che chiaramente non possono andare con il bidone a piazza veneto.  E con un piano di intervento a domicilio per i pubblici esercenti, che hanno dovuto abbassare la serranda».

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