martedì 19 febbraio 2019, Aggiornato alle 18:29
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#Uniticonnando. Latte a 60 centesimi: per protesta i pastori preferiscono buttarlo – VIDEO

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I pastori sardi buttano il latte per protesta contro il prezzo del latte
I pastori sardi buttano il latte per protesta contro il prezzo del latte

Coldiretti. Situazione esplosiva, migliaia di litri di latte buttati. Serve una risposta dal mondo della trasformazione

L’hashtag che unisce i pastori della Sardegna nella protesta contro il prezzo del latte ritenuto troppo basso è #UNITICONNANDO, dal nome del pastore ha inscenato per la prima volta questo tipo di rimostranza contro gli industriali che, a detta loro, dettano legge giocando al ribasso sul prezzo pagato per un litro di latte, ormai sotto la soglia dei 60 centesimi. I pastori, dal canto loro, preferiscono sacrificare il frutto del lavoro loro e delle proprie famiglie piuttosto che vederlo pagato a un prezzo non adeguato.

«Questo è il risultato dell’ingordigia degli industriali – dice con stizza uno dei pastori mentre apre il rubinetto della propria cisterna/refrigeratore per buttarne il contenuto – preferisco buttarlo… perché ho ancora una dignità»

«Niente di personale con gli industriali – precisa un altro – loro fanno il proprio lavoro, siamo noi che dobbiamo fare così, per dare valore a ciò che stiamo facendo, e per fare questo l’unica soluzione è fare così… – e anche lui apre il rubinetto – … se lo facciamo tutti, il valore glielo diamo noi».

Le immagini della protesta dei pastori sardi che buttano il latte

 “La tensione nelle campagne è altissima – denuncia Coldiretti Sardegna – una situazione esplosiva e fuori controllo che stiamo denunciando da ormai tre mesi e che continua a rimanere inascoltata. Il prezzo del latte pagato a 60 centesimi ai pastori è insostenibile. In questo modo si costringono le aziende a chiudere perché a questi prezzi non riescono a coprire minimamente i costi di produzione e vista la crisi non sono in grado neppure di sostenere le pecore.

«La crisi è di tutti e non solo dei pastori – dichiara il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu. Per questo bisogna affrontarla tutti insieme e non scaricarla sull’anello più debole. Purtroppo quando si tira troppo la corda e si mette a repentaglio il lavoro di generazioni, i sacrifici, le rinunce, i progetti, si rischia, come stiamo vivendo in questi giorni, di assistere a reazioni scomposte».

Per questo Coldiretti Sardegna si appella nuovamente al mondo della trasformazione: «è fondamentale dare un segnale positivo al mercato e ai pastori – dice il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba. Se oggi non si arriverà ad aumentando il prezzo di acconto del latte e condividere un percorso, riteniamo inutile continuare a parteciparvi. A quel punto confermiamo che la sola strada è quella della mobilitazione, che come abbiamo già annunciato sarà dura».

 

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