lunedì 20 maggio 2019, Aggiornato alle 17:05
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Strangola la moglie e si uccide: non voleva accettare la separazione

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Senorbì, la casa dove è stato commesso l'omicidio
Senorbì, la casa dove è stato commesso l'omicidio

 

Non accettava la fine del rapporto e la volontà della moglie di separarsi, Carlo Cincidda, il 62enne che sabato mattina ha ucciso la coniuge Paola Sechi, 51 anni, nella loro abitazione di via Brigata Sassari a Senorbì.

Sarebbero queste le ragioni che hanno portato alla tragedia di oggi: ne sono convinti i Carabinieri che stanno lavorando per ricostruire dettagliatamente la vicenda. Il rapporto tra i coniugi si sarebbe incrinato alla fine dello scorso anno. Nonostante in paese tutti dicono che erano una coppia unita e senza problemi, in casa le cose non andavano bene, ci sarebbero stati continui confronti e discussioni, accentuati a seguito dell’annuncio da parte della donna di volersi separare.

Intorno alle 9.30, mentre i due si trovavano in casa da soli, ci sarebbe stato l’ennesimo litigio. Cincidda avrebbe perso il controllo, strangolando la moglie. L’uomo è poi uscito di casa, si è allontanato a bordo dell’auto della consorte, ha raggiunto la cantina sociale in via Piemonte dove aveva lavorato fino all’anno prima, è salito su una cisterna ed è saltato nel vuoto da un’altezza di oltre dieci metri.

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