Nuoro. Marijuana, cocaina, estorsioni e minacce di morte: così agiva la baby gang

Sonia

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Nuoro. Marijuana, cocaina, estorsioni e minacce di morte: così agiva la baby gang

mercoledì 04 Aprile 2018 - 12:46
Nuoro. Marijuana, cocaina, estorsioni e minacce di morte: così agiva la baby gang

Nuoro, un posto di blocco della Polizia (foto Cronache Nuoresi)

I componenti della baby gang sgominata alle prime luci dell’alba dalla Polizia di Nuoro operavano come dei veri e propri professionisti. Composta da due 17enni e un 16enne originari di Orgosolo, il business principale della banda era basato sulla coltivazione di marijuana nell’agro del paese e, una volta essiccata in una cantina appartenente a uno degli arrestati, questa veniva immessa nel mercato della droga.

I tre spacciavano sopratutto nella zona di Nuoro e dintorni con astuti stratagemmi per eludere i controlli delle Forze dell’ordine e minacciando pesantemente – anche di “morte” – i clienti, tra i quali anche tantissimi minorenni, in ritardo con i pagamenti.

Nuoro. La conferenza stampa in Questura (foto S.Meloni)

Nuoro. La conferenza stampa in Questura (foto S.Meloni)

Il Procuratore della Repubblica dei minorenni di Sassari Elena Pitzorno per i giovani ha disposto gli arresti. Vari i reati contestati: coltivazione di marijuana, spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, detenzione di materiale esplosivo ed estorsione.

Uno dei tre è stato condotto nel carcere minorile di Quartucciu mentre gli altri due si trovano ai domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le indagini sono partite più di un anno fa grazie alla denuncia di un “cliente” della banda, vittima di estorsione da parte del gruppo di minorenni, già sotto controllo parte dei Carabinieri che, in seguito a delle perquisizioni, avevano recuperato un chilo di marijuana, 30 grammi di cocaina e polvere da sparo riconducibili alla baby gang sgominata oggi. Sempre nell’ambito di questi controlli era stata rinvenuta una piantagione composta da 1200 piante di Canapa indiana riconducibile al fratello di uno degli arrestati.

Le manette sono scattate, come specificato in sede di conferenza stampa dal capo della Squadra Mobile di Nuoro Paolo Guiso, perché c’era il timore che i protagonisti della vicenda potessero passare dalle minacce verbali ai gesti intimidatori veri e propri.

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