mercoledì 30 settembre 2020, Aggiornato alle 19:51
Home > CRONACA, POLITICA E ATTUALITÀ > Delitto Monni-Masala: Stefano la sera della scomparsa era in auto con Pinna

Delitto Monni-Masala: Stefano la sera della scomparsa era in auto con Pinna

Processo per il delitto Monni-Masala - deposizione della sorella di Monni (foto Cronache Nuoresi)
Processo per il delitto Monni-Masala - deposizione della sorella di Monni (foto Cronache Nuoresi)

In aula le sorelle e il fratello di Stefano Masala

Nuova udienza oggi a Nuoro per gli omicidi dello studente di Orune Gianluca Monni e Stefano Masala di Nule.

Per il duplice omicidio è a processo Alberto Cubeddu, di Ozieri, mentre suo cugino Paolo Pinna è già stato condannato dal Gup dei minori di Sassari.

Sul banco dei testimoni oggi sono comparsi le sorelle e il fratello di Stefano, Valentina, Alessandra e Giuseppe Masala.

Sotto esame, in particolare, l’attività web e telefonica di Stefano e i suoi movimenti precedenti l’omicidio di Gianluca.

In aula, Valentina ha raccontato di essere riuscita ad accedere al profilo facebook del fratello pochi giorni dopo la scomparsa. Grazie alla collaborazione di alcuni cugini, che l’hanno aiutata nella ricerca della password di Stefano, la ragazza ha potuto vedere messaggi e amicizie del fratello, segnalando immediatamente agli inquirenti la presenza di un account sospetto. Un profilo riferibile a una donna, che importunava Stefano nel periodo precedente alla sua scomparsa. Le indagini, tuttavia, hanno portato verso una pista falsa, non essendo l’account riconducibile al terribile fatto di sangue.

Dai movimenti telefonici, tuttavia, è emerso che, nel periodo antecedente all’omicidio di Gianluca, Stefano ricevesse telefonate anonime. Un fatto che, secondo la testimonianza di Valentina, lo aveva spinto a cambiare numero di telefono.

Processo per il delitto Monni-Masala (foto Cronache Nuoresi)

Processo per il delitto Monni-Masala (foto Cronache Nuoresi)

Incalzata dalle domande dell’avvocato della difesa, Patrizio Rovelli, Valentina ha evidenziato le pressioni che il fratello avrebbe subito da Paolo Pinna subito dopo il litigio con Gianluca Monni, avvenuto durante le Cortes Apertas a Orune. Pinna aveva chiesto al ragazzo di tacere sul diverbio avvenuto durante la serata. Cosa che, secondo la sorella, avrebbe rispettato fedelmente per timore di ripercussioni.

Subito dopo la testimonianza di Valentina, a parlare è stato il fratello Giuseppe. Il ragazzo ha confermato che, la sera della scomparsa, Stefano era uscito per un giro in macchina con Pinna, subito dopo aver ricevuto una sua telefonata. Circostanza sostenuta anche da alcune persone, che hanno riferito alla famiglia di averli visti insieme. In particolare, il fatidico giorno Paolo Pinna, che indossava una maglietta bianca, è stato visto scendere dalla Opel Corsa di proprietà del padre di Stefano, vicino a un muretto a secco. I testimoni lo avrebbero visto prendere un pacco nascosto nelle vicinanze e risalire successivamente in auto.

Secondo gli inquirenti all’interno del pacco, era contenuta l’arma con la quale, il giorno dopo, sarebbe stato ucciso Monni.

La terza a salire sul banco dei testimoni è stata la sorella gemella di Stefano, Alessandra. La ragazza ha raccontato le perplessità del fratello subito dopo la rissa avvenuta a Cortes Apertas. Stefano si è aperto con lei raccontando per filo e per segno tutta la dinamica della famosa vicenda avvenuta a dicembre del 2014.

«Stefano era molto arrabbiato con Paolo Pinna – ha detto Alessandra in aula – perché durante il diverbio con Gianluca aveva estratto una pistola».

«L’ultima volta che vidi mio fratello – ha concluso la gemella commossa – è stata una settimana prima della scomparsa, esattamente la domenica, in occasione del matrimonio di mio zio. Il giorno era felice e spensierato».

So. M.  Sa. F.

© Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

error:
× CONTATTACI