lunedì 25 gennaio 2021, Aggiornato alle 19:27
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Beccu annulla il consiglio comunale dedicato alla Biblioteca Satta perché la Firino e la Mulas non possono partecipare

L'ingresso alla Biblioteca Satta (foto S..Novellu)
L'ingresso alla Biblioteca Satta (foto S..Novellu)

La denuncia da parte dei consiglieri Tore Sulas e Pierluigi Saiu che in due momenti diversi attaccano la maggioranza: «gesto di grave irresponsabilità»

 

Il capo gruppo PD in Consiglio comunale Tore Sulas (foto S.Novellu)

Il capo gruppo PD in Consiglio comunale Tore Sulas (foto S.Novellu)

 

Sui nove dipendenti della cooperativa della Biblioteca Satta pende la spada di Damocle del 31 ottobre, termine ultimo, per capire quale sarà il loro futuro lavorativo.

Ma il Consorzio della Pubblica lettura sta per arrivare al capolinea anche in termini di servizi se il Comune di Nuoro e la  Regione non risolveranno in tempi utili il contenzioso che si è creato nell’erogazione dei finanziamenti.

I consiglieri dell’ opposizione Tore Sulas (PD) e Pierluigi Saiu (Uniti per Nuoro) denunciano che l’assemblea consiliare, nell’ambito della quale si doveva definire una soluzione sul futuro del Consorzio Bibliotecario è stata annullata dal presidente Fabrizio Beccu.

Il motivo è legato alla mancata risposta dell’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino e dell’indisponibilità a partecipare per motivi personali del Commissario Straordinario Vannina Mulas.
«Nel silenzio più totale proveniente da chi è chiamato in ambito regionale a rappresentarci, vi è un’appurata negligenza in materia, da parte del presidente del Consiglio Beccu, che con un documento inviato, decide di liquidare la già prevista convocazione, richiesta a più riprese dai componenti dell’ opposizione, vista la tittubanza proveniente dalla maggioranza, pensierosa più alle beghe interne che al futuro di queste persone. afferma Sulas– Beccu spiega, che essendo stati declinati gli inviti a partecipare da parte dell’assessore Firino e del Commissario del straordinario Vannina Mulas, non vi siano le condizioni per una convocazione ufficiale».

«Ricordo al Presidente del Consiglio, che nel rispetto del ruolo di indirizzo e controllo che taluni consiglieri sono chiamati a svolgere, è doveroso da parte sua attraverso in prima istanza la conferenza dei capigruppo, sentire le diverse posizioni in merito, che con la massima urgenza devono essere verbalizzate e sottoposte al giudizio del Consiglio per essere licenziate.
Non è la prima volta aimè, che alla biblioteca Satta vengano negati dei fondi dovuti, il nodo di questa vicenda è legato alla famigerata riforma sul riordino degli enti locali; riordino, che visti gli esiti, risulta alquanto discutibile e che in attesa della conclusione dell’iter necessità di un’ accurata revisione su chi è tenuto a versare in questo frangente le somme previste. conclude Sulas-
La fase di rimbalzo di chi tra Comune e Regione è in qualche modo chiamato ad adempiere, risulta alquanto superata; occorre la massima unità da parte di tutti, affinché il valore inestimabile che la pubblica lettura rappresenta per la nostra città, trovi il giusto sbocco, fondamentale per la salvaguardia dei posti di lavoro».

 

Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)

Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)

 

«Che fare quindi? Rinunciare al dibattito? Nascondersi? Chinare la testa? Sono fermamente convinto che serva uno scatto di orgoglio da parte dell’assemblea cittadina che deve uscire dal torpore con cui assiste, come uno spettatore qualsiasi, alla delicatissima partita che si sta giocando intorno alla biblioteca Satta. Stiamo parlando di un servizio fondamentale per la nostra comunità. Una di quelle cose che fa di Nuoro un capoluogo. evidenzia critico Pierluigi Saiu-  Non si può permettere che di questa vicenda si discuta solo nelle stanze cagliaritane senza che nessuno ne sappia niente. Per questa ragione scriverò al presidente del consiglio chiedendo di convocare ugualmente la seduta sulla Satta e di farlo nell’auditorium della biblioteca. Chiederò che vengano lasciate libere le sedie sia per il commissario che per l’assessore e se il consiglio comunale dovrà tenersi con quelle sedie vuote trarremo le nostre conclusioni. Il commissario ha rappresentato un’indisponibilità legata a ragioni di natura personale che ritengo fondate. È giusto però che il consiglio si tenga lo stesso. È giusto che i rappresentanti eletti da questa comunità ne discutano. E credo sia giusto che partecipino anche i cittadini.  La questione è questa: il consiglio comunale vuole discutere oppure no? I consiglieri comunali vogliono assumersi la responsabilità di partecipare e di contribuire a trovare una soluzione? Vogliamo che il dibattito sia pubblico oppure no?»

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