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La protesta dei pescatori: basta con le esercitazioni

Le barche dei pescatori a Capo Fransca
Le barche dei pescatori a Capo Fransca

 

Un centinaio di barche ha fermato le esercitazioni di tiro dagli aerei

Oltre 250 pescatori, a bordo di un centinaio di barche, hanno fermato le esercitazioni di tiro dagli aerei previste nel poligono di Capo Frasca, nello specchio di mare antistante il golfo di Oristano. I pescherecci hanno sconfinato nell’area interdetta, la cosiddetta “campana di sgombero”, nel momento in cui stava iniziando l’esercitazione “in bianco”, cioè senza sparare colpi reali, e sono stati subito bloccati dalle motovedette di Polizia, Capitaneria di porto e Guardia di Finanza, che hanno identificato le persone a bordo.

Altri circa 350 pescatori hanno manifestato con un corteo a piedi, da Marceddì (Oristano) sino ai cancelli della base, partendo alle 7.30. E domani, 5 ottobre, si replica con le stesse modalità, fino a quando non verrà aperto un tavolo di confronto con la Difesa sulla piattaforma rivendicativa messa in campo dalle associazioni di pesca dell’oristanese, la marineria più grande dell’Isola.

Sempre domani una delegazione di pescatori sarà sentita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito in questi giorni in missione in Sardegna. «Chiediamo che vengano riperimetrate con la drastica riduzione delle aree permanentemente e temporaneamente interdette – afferma Gabriele Chessa di Legacoop – inoltre chiediamo la compressione delle attività di esercitazione in periodi limitati e in orari che non ostacolano la pesca, avviare l’opera di bonifica su alcune aree nelle quali è stata accertata presenza di mine e siluri e l’emanazione di ordinanze di sgombero permanente solo quando c’è esercitazione».

«A fronte di questi disagi – aggiunge Franco Zucca, del consorzio dei pescatori di Marceddì – sollecitiamo un equo ristoro».

Pigliaru a Pinotti, siamo con i pescatori: Contributi ai Comuni maggiormente oberati da servitù militari e riconoscimento degli indennizzi agli operatori della pesca di Capo Frasca. Sono questi i due argomenti richiamati dal governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, in una lettera inviata al ministro della Difesa Roberta Pinotti.

«La tensione nei territori sta raggiungendo limiti non più controllabili. In questi giorni giungono segnali di forte malcontento – sottolinea il presidente della Regione annunciando di essere pronto – in assenza di tempestive risposte concrete» a schierarsi con la Giunta al fianco dei sindaci e dei pescatori che oggi sono scesi in mare davanti al poligono di Capo Frasca, nell’oristanese, bloccando le esercitazioni con un centinaio di imbarcazioni.

«Si tratta di argomenti per i quali ho inviato numerose note di sollecito – incalza Pigliaru nella lettera – alle quali, spiace rilevarlo, non è stata data risposta». Il governatore ricorda che riguardo all’erogazione dei contributi ai Comuni, ha inviato a marzo scorso una nota alla Difesa indirizzata anche al ministro Padoan: «l’unica risposta ricevuta è quella del ministero delle Finanze. Nessuna risposta dal ministero della Difesa» chiarisce. Lo stesso Mef, nella sua replica, sottolinea «di aver già svolto le attività di propria competenza e che la pratica è stata trasmessa alla Difesa», paventando il rischio, a causa dell’immobilismo, di perdere le risorse.

«Non vorrei che oltre al danno dell’enorme ritardo si aggiungesse la beffa dell’avvenuta perenzione», commenta Pigliaru. Sul tema specifico degli indennizzi ai pescatori che insistono sul poligono di Capo Frasca, il governatore precisa che«si tratta di riconoscere un diritto per troppo tempo negato, per il quale la IV Commissione della Camera ha adottato una risoluzione, con parere favorevole della Difesa». Anche in quell’occasione – era l’aprile scorso – Pigliaru scrisse a Roma proponendo l’avvio di una «valutazione politica congiunta finalizzata ai riconoscimento definitivo della misura compensativa e alle modalità di erogazione».

Ma la situazione non si mai sbloccata. «Si tratta di diritti riconosciuti in norma per i quali non sono più ammissibili ritardi – insiste il presidente della Regione. Gli enti locali e gli operatori della pesca hanno fino ad oggi atteso, dietro nostra richiesta, adesso non sono più disponibili a farlo. E il Governo regionale – ribadisce – sarà al loro fianco».

La lettera di Pigliaru alla Pinotti risale al 15 settembre scorso ed è stata resa nota oggi all’ANSA dopo la richiesta di reazioni ufficiali e istituzionali alla clamorosa protesta dei pescatori di Capo Frasca. La posizione della Regione, che si dice al fianco degli operatori del mare, era dunque chiara già prima del via al boicottaggio delle esercitazioni militari.

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