lunedì 10 agosto 2020, Aggiornato alle 17:45
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Amministratori e rappresentanti di categoria uniti per destreggiarsi nella giungla dei balzelli locali

I consiglieri Zedde, Moro, Camarda, e Siotto con i rappresentanti dei commercianti
I consiglieri Zedde, Moro, Camarda, e Siotto con i rappresentanti dei commercianti

“Pagare il giusto per cose giuste”…

Pagare il giusto per cose giuste. È questa la richiesta univoca espressa questa mattina nella Sala Consiliare del Comune di Nuoro dai rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Confindustria e dai commercianti della città convocati dai consiglieri della Commissione Bilancio e delle Attività Produttive per raccogliere le istanze dei lavoratori.

I consiglieri Claudia Camarda, Giovanna Zedde, Roberto Moro e Michele Siotto hanno ascoltato per quasi un’ ora e mezza le rimostranze e le segnalazioni dei rappresentanti dei lavoratori. Un lungo viaggio nella giungla della burocrazia, delle tasse assurde e dei cortocircuiti della logica coi quali tutti i commercianti devono fare i conti.

Dal pagamento dell’affissione delle scritte di servizio come “Grazie e Arrivederci”, “Accettazione”, “Ufficio”,”Carico e Scarico Merci” come se fossero vere e proprie insegne pubblicitarie, ai criteri di misurazione delle insegne stesse (che spesso vengono arrotondate per eccesso moltiplicandone esponenzialmente le dimensioni e  addebitando costi spropositati agli esercenti), al tempo che sono costretti a perdere per farsi autorizzare l’affissione di ogni singolo cartello. «Avremmo bisogno di istituire un unico canone annuale, se dobbiamo muoverci per ogni scritta che esponiamo dobbiamo assumere una persona solo per occuparsi di questi aspetti» dicono.

Chiedono buon senso, regole certe e non interpretabili («più le norme sono discrezionali e soggette all’interpretazione dell’ente di riscossione e meno il contribuente è tutelato, senza considerare che la difesa in commissione tributaria è più costosa della tassa in se» affermano), denunciano la morìa di insegne specialmente a Prato Sardo dove sono sempre più numerosi i casi di insegne cancellate, a metà o coperte da buste dell’immondizia per tentare di sfuggire ai balzelli che rendono i costi insostenibili.

«Valutate a livello anche giuridico se non sia il caso di annullare o portare a scadenza il bando con l’attuale ente di riscossione e di gestire in proprio questo servizio direttamente dall’amministrazione comunale» la proposta di Confcommercio ai rappresentanti del comune.

I consiglieri, diversi dei quali provenienti dal mondo commerciale e che spesso si sono dunque trovati a fronteggiare gli stessi problemi, hanno raccolto le segnalazioni dei commercianti che si sentono vessati e ne hanno condiviso le criticità.

«Vi abbiamo convocato perché per trovare una soluzione dobbiamo capire il problema da chi lo vive sulla propria pelle – ha dichiarato il presidente della Commissione Bilancio Claudia Camarda. Vogliamo intraprendere un’azione duratura che vada aldilà di quelli che sono i singoli amministratori»

Giovanna Zedde membro della commissione bilancio, commercialista e figlia di commercianti afferma: «Il legislatore fiscale è schizofrenico e lascia troppi spazi all’interpretazione in tutti i campi della normativa fiscale non soltanto in tema di tassa sulle pubblicità. L’incertezza regna sovrana, il regolamento è da rivedere, accogliamo le vostre istanze e le sentiamo nostre. Il nostro impegno è di valutare questo regolamento prendendo spunto dalle vostre preziose osservazioni e di provvedere al più presto a modificarlo».

Antonio Cadoni

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