martedì 29 settembre 2020, Aggiornato alle 12:54
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Protesta Ottana Energia: dopo sms di Pigliaru gli operai scendono dalla ciminiera ma la protesta continua: «non ci accontentiamo di un sms»

Ottana, un momento dell'assemblea dei lavoratori con sindacati e amministratori
Ottana, un momento dell'assemblea dei lavoratori con sindacati e amministratori

Pigliaru: «Lavoriamo insieme. Da tempo trattiamo col governo per gestire la transizione verso modelli produttivi moderni competitivi»

 

IN TRE A 180 METRI: Nella mattinata di ieri, un altro lavoratore di Ottana Energia era salito sulla ciminiera a 180 metri di altezza per portare conforto e rifocillare le due colleghe, Valentina Salvai e Francesca Forma, che da giorni erano salite per protestare contro la mancata proroga del regime di essenzialità da parte di Terna, che ha fatto chiudere la fabbrica e mandato in cassa integrazione 82 lavoratori. Cristian Piras era già salito sulla a quota 180 metri nove giorni fa, quando è cominciata la protesta, assieme al collega Giacomo Cabras, e ieri è risalito.

Ottana, un momento dell'assemblea dei lavoratori con sindacati e amministratori

Ottana, un momento dell’assemblea dei lavoratori con i sindacati e gli amministratori

L’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI: Alle 15 del pomeriggio tutti e tre sono scesi a terra per partecipare all’assemblea convocata nella sala mensa della fabbrica dalle Rsu alla quale erano stati invitato anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, sindaci e parlamentari del territorio, Confindustria e sindacati. «Da questa riunione ci aspettiamo un segnale principalmente dalla Regione ma anche da tutte le parti sociali del territorio in modo tale che tutti insieme portiamo avanti questa vertenza – hanno detto poco prima dell’incontro Valentina e Francesca. Noi faremo le nostre proposte, attendiamo di sapere notizie da chi ci rappresenta nelle istituzioni. Ci auguriamo che questo sia l’ultimo giorno di questa protesta estrema, per poter finalmente tornare a casa dove ci attendono i nostri bambini».

LA SVOLTA: Nel pomeriggio, poi, la svolta: Pigliaru, attraverso un sms, ha fatto sapere agli operai che la prossima settimana ci sarà un incontro importante a Roma sulla vertenza della fabbrica dopo di che, a stretto giro, convocherà le parti in Regione per fare il punto della situazione.

LA PROTESTA CONTINUA: «Lo stato di agitazione permane – sottolineano gli operai. Martedì prossimo è prevista un’altra assemblea per fare il punto e se sarà il caso torneremo sulla ciminiera, La mancata presenza della regione è stata una grande delusione per noi lavoratori, che abbiamo compiuto con grande sacrificio e corso grandi pericoli per manifestare la nostra protesta per affermare il diritto al lavoro e all’ascolto di chi continua a nascondersi dietro le poltrone».

LA SOLIDARIETÀ: Pieno appoggio alla linea dei lavoratori dai segretari di Cgil e Cisl, Salvatore Pinna e Michele Fele, e dal rappresentante della Uil Tore Sini. Presenti all’incontro promosso ieri dalla Rsu anche i sindaci di Ottana e Bolotana, Franco Saba e Francesco Manconi, con entrambe le giunte, i parlamentari Roberto Capelli (Cd) e Mauro Pili (Unidos) e il capogruppo di Fi in Consiglio regionale Pietro Pittalis. «Questa vertenza si deve risolvere nel più breve tempo possibile – ha detto Manconi – dobbiamo organizzarci per marciare verso Cagliari e se è il caso ci muoviamo dalla Sardegna fino a Roma. Ora aspettiamo l’azione della Regione, altrimenti sarà lotta dura. Questo territorio – ha ribadito il sindaco di Bolotana – non può permettersi la chiusura di Ottana Energia, perché con la centrale chiude l’industria del centro Sardegna». «Tutta la vertenza dell’energia nell’Isola a va risolta – ha sottolineato Pili – Il Governo così come ha revocato l’ essenzialità la deve ripristinare. La Sardegna, che ha una situazione insulare, senza l’essenzialità tracolla». Pittalis all’attacco della Giunta. «È gravissimo – ha dichiarato – che oggi non sia presente la Regione. Questo dimostra l’insipienza di un Esecutivo che ha la responsabilità del declino di questa area già fortemente colpita dalla crisi».

PIGLIARU: «La fine del presidio a Ottana è una buona notizia. Significa poter continuare a lavorare tutti insieme con maggiore serenità, al riparo almeno da preoccupazioni sulla salute e l’incolumità dei lavoratori – ha affermato Pigliaru subito dopo la discesa degli operai dalla ciminiera. Siamo sempre stati consapevoli della necessità di mettere in sicurezza il nostro settore industriale per gestire la transizione verso investimenti e modelli produttivi moderni e competitivi e su questo punto stiamo trattando da tempo con il governo. Incontri politici e tecnici sulle vertenze di Ottana, Portovesme, Porto Torres e del resto dell’Isola sono fissati anche nei prossimi giorni. I generici richiami ai pugni sul tavolo o agli slogan sulle soluzioni politiche non portano da nessuna parte. Le soluzioni – conclude il presidente – si trovano lavorando concretamente come abbiamo fatto in questi due anni, sostenendo con il governo le esigenze ragionevoli dei lavoratori, dei territori e delle imprese, con dossier seri e proposte credibili. Continuiamo a farlo».

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