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Novant’anni fa nasceva il tenore Nedo Pirisino, la più bella voce lirica della Nuoro del passato

Coro Le Grazie vecchie: Pirisino è il IV da sinistra in III fila. Foto inizio anni Cinquanta
Coro Le Grazie vecchie: Pirisino è il IV da sinistra in III fila. Foto primi anni Cinquanta

 

Dal coro parrocchiale della vecchia chiesa della Grazie di Seuna al prestigioso Coro della Cappella Sistina in Vaticano: la storia di un tenore dalla voce d’oro che cantava per i papi

Artista dalle grandi capacità vocali, che seppure tra tante difficoltà seppe imporsi sul panorama canoro. La mancanza di mezzi finanziari non gli permise di affrontare adeguati studi di specializzazione vocale, costringendolo a intraprendere la carriera di corista, seppure in importanti cori nazionali, come Il Coro della Rai, il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia e il prestigioso Coro della Cappella Sistina in Vaticano. Fu compagno di studi al Conservatorio di Santa Cecilia Roma del tenore Giuseppe Tanchis, altra grande “voce” nuorese che s’impose in Sardegna.

Nedo Pirisino cantava divinamente, la sua voce tenorile, che raggiungeva tonalità altissime (toccava il re naturale) svettava su tutti quando la domenica con coro parrocchiale diretto dal vecchio maestro Tomaso Madrigali si esibiva da solista per accompagnare la messa nella vecchia chiesa nel rione di Seuna.

Lo spartito della Gioconda di Amilcare Ponchielli

Lo spartito della Gioconda di Amilcare Ponchielli

Era la fine degli anni Quaranta; in una Nuoro che come tutto il resto d’Italia fra tante difficoltà tentava di risollevarsi dopo la tragedia della guerra, i Padri Giuseppini di Asti, da qualche anno in città per amministrare il santuario, avevano messo su il primo Oratorio con annesso coro dei ragazzi. Il giovane Nedo fu uno dei primi a farne parte; con lui un suo inseparabile amico, Giuseppe Tanchis, fresca voce da baritono (ma poi si scoprì tenore) con cui spesso duettava in romanze liriche e canzoni di Francesco Paolo Tosti. Insieme, poi tentarono la scalata nel mondo della lirica. Ci volle in seguito la forte opera di convinzione del maestro Madrigali, e di don Sergio Piras (organista della Cattedrale di Nuoro – altro protagonista dell’ambiente musicale nuorese) per convincere nel 1950 i due giovani cantanti a partecipare a una selezione di canto lirico allora organizzata a Sassari dall’ENAL. Alla selezione sassarese i due cantanti fecero un’ottima impressione presso la giuria. Riguardo a Nedo Pirisino cosi riportava la stampa di allora: «Da Nuoro la rivelazione: il tenore 24enne Nedo Pirisino, che ha presentato al concorso due cannonate del teatro verista, “Ch’ella mi creda” da “La fanciulla del West” di Giacomo Puccini e “L’improvviso” dall’“Andrea Chénier” di Umberto Giordano. Due brani – continuava la stampa – che hanno messo in chiaro, senza luogo a discussioni, una voce bellissima, fiato da vendere e ampia musicalità». L’affermazione alla selezione di Sassari permise al giovane cantante nuorese di partecipare lo stesso anno al IX Concorso Nazionale di Canto lirico, che si tenne a Bologna, dove il cantante si classificò 2° su 155 concorrenti selezionati, provenienti da tutt’Italia. In seguito frequentò il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove qualche anno dopo lo raggiunse Giuseppe Tanchis (altra rivelazione della lirica nuorese), che purtroppo in seguito per motivi familiari dovette interrompere gli studi, mettendo così fine a una promettente carriera nazionale, ma imponendosi come una delle migliori voci in campo del folklore regionale (divenne il più grande interprete della famosa canzone Non potho reposare, che incise nel 1966 con il Coro Barbagia per la Rca Italiana – N.d.A.).

Nedo Pirisino con Giuseppe Tanchis

Nedo Pirisino con Giuseppe Tanchis

Così Pirisino nel 1992 ricordava (in un’intervista concessa all’autore) la sua lunga e travagliata carriera: «Da ragazzo cantavo nella vecchia chiesa delle Grazie, sia come solista che in coro. In attesa di un lavoro, che non è mai arrivato, mi presentai ad un concorso ENAL per voci nuove per la lirica; superai abbastanza agevolmente la selezione di Nuoro, dopo quella di Sassari, e infine quella decisiva di Bologna, dove vinsi anche una Borsa di Studio. Purtroppo superai anche quest’ostacolo, dico purtroppo e spiego il perché: la Borsa di Studio aveva la durata di soli otto mesi, e cioè l’arco di un anno scolastico soltanto; e ciò è stato per me una trappola determinante, perché all’inizio del secondo anno mi trovai fuori casa e privo di sostentamento per mancanza totale di finanze (in famiglia non potevano mantenerlo agli sudi, il padre era un modesto operaio della locale Sezione Artiglieria – N.d.A.) perché al secondo tentativo che feci a Bologna per ottenere una seconda Borsa di Studio, mi andò male dal momento che mi trovai a competere con concorrenti che avevano

L'etichetta del disco inciso da Nedo Pirisino nel 1954

L’etichetta del disco inciso da Nedo Pirisino nel 1954

già quattro anni di studio alle spalle e qualcuno anche cinque, per cui non mi fu possibile andare oltre. Ad ogni modo – ricordava il cantante nell’intervista – frequentai il Conservatorio per tre anni circa, con grande fatica e privazioni di ogni genere. Dopo lungo riflettere ero arrivato a una determinazione: lasciare perdere la lirica e optare per il coro. A quel punto inizia la mia carriera da corista. Proprio in quel periodo venne bandito un concorso per tenore nel Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, mi buttai a studiare a capofitto: lo vinsi, e non parve vero di aver trovato finalmente un impiego. Pian piano le cose trovarono la loro dimensione. Il maestro del Coro probabilmente si accorse delle mie qualità, e dopo qualche mese mi mise nel “piccolo coro” in previsione di una lunga tournèe negli Usa. Qui tramontò definitivamente il mio sogno di fare il “solista”. Negli Usa – continuava il tenore – facemmo 52 concerti e toccammo quasi tutte le più grandi città. Uno spettacolo. Viaggiammo sulla motonave “Andrea Doria”; quella che affondò pochi mesi dopo! All’Accademia di Santa Cecilia si stava bene per un verso ma male per un altro: si lavorava solo otto mesi l’anno; io cercavo una sistemazione migliore definitiva, quindi mi orientai verso la Rai. Avevo saputo allora che ci sarebbe stato un concorso,

Nedo Pirisino con Giovanni-Paolo II

Nedo Pirisino con Giovanni Paolo II e il maestro Bartolucci

lo feci e …. riuscii anche lì. Lasciai quindi l’Accademia e mi sistemai alla Rai. Qui però stetti poco più di due anni, sebbene fosse tutta un’altra cosa. Nel frattempo, dopo la morte del Maestro Lorenzo Perosi, si andava formandosi la nuova Cappella Sistina in Vaticano diretta dal Maestro Domenico Bartolucci. Conobbi il Maestro Bartolucci, che mi prese far parte del complesso vaticano (ne ha fatta parte sotto il pontificato di ben 5 papi – N.d.A.-). Con il Coro della Cappella Sistina ho realizzato il grande sogno della mia vita lavorare girando il mondo. Sono stato tre volte negli Usa, una nelle Filippine, una in Australia, due in Canada, cinque in Francia, quattro in Germania, e ancora in Spagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo e tutta l’Italia.Giunse così il tempo di andare in pensione. Il Maestro Bartolucci, che mi stimava, non voleva che andassi via, ma purtroppo sono stato costretto a causa di problemi a un’anca che m’impediva negli spostamenti. Sono stato nell’organico del Coro della Cappella Sistina fino al 1989».

Nedo Pirisino

Nedo Pirisino

Questa la storia raccontata con grande nostalgia dall’artista in occasione della sua ultima visita a Nuoro quel lontano 1992. Una storia fatta di tanti momenti, di difficoltà per non avere potuto perfezionare gli studi musicali e per poter accedere al mondo della lirica. Alla domanda: Ha lasciato qualche incisione su disco? Rispose, «… purtroppo la mia carriera si è svolta da corista, questa dava poco spazio alla parte da solista. Tuttavia, quando feci il concorso per entrare nell’organico della Rai, dovetti presentare una prova registrata delle mie qualità canore. Fu allora che in forma privata feci un’incisione su disco (in copia unica) di due brani: “Ideale” e “Cielo e mar”  che mi permise di classificarmi nel concorso». Questa rara incisione discografica, resta così l’unica testimonianza canora dell’artista nuorese, partito dal vecchio rione di Seuna col suo bagaglio di privazioni e sacrifici ma con tanta speranza nel cuore per far conoscere la sua arte canora; che pur senza apparire sotto le luci della ribalta contribuì a portare il nome di Nuoro nel mondo. Nedo Pirisino mori a Roma nel 2003.

Michele Pintore

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