Nicola Porcu: quando l’amore verso la propria città diventa una lezione di vita

Sonia

Nicola Porcu: quando l’amore verso la propria città diventa una lezione di vita

martedì 14 Luglio 2015 - 20:28
Nicola Porcu: quando l’amore verso la propria città diventa una lezione di vita

Nicola Porcu (© foto S.Novellu)

Nicola ha iniziato una nuova vita nella comunità alloggio di Orotelli, non senza una punta di polemica

Dopo una vita spesa con grande senso civico al servizio della comunità nuorese, il “mitico” Nicola Porcu, classe 1931 con i suoi 84 anni ben portati, nonostante i recenti problemi di salute, trascorre il meritato riposo a Orotelli, nella quiete nella comunità alloggio San Pietro, sopra la vallata di Ladorzu, dove con altri 20 ospiti passa le giornate.

Nella nuova residenza Nicola vive serenamente le sue giornate: «qui mi trovo bene, non mi posso lamentare, accetto il destino come viene – tiene subito a precisare anche per tranquillizzare i nuoresi – mi trovo come in una grande famiglia, tra amici».

Il peggio sembra passato: «la vita d’altronde fa il suo corso – ricorda – ho superato una fase di cedimento fisico, mi reggevo solo sulla struttura ossea. Certo non sono mai stato di grossa costituzione ma ero arrivato a pesare solo 47 kg. Ora sono qui, e di questo vorrei ringraziare gli amici che mi sono stati vicini». E gli amici continuano a stargli vicino, anche nella comunità alloggio dove è accudito e benvoluto da tutti, ospiti e personale compresi, e dove trascorre la giornata a raccontare storie e fatti di tradizioni e vita popolare.

Dopo una vita passata al servizio della comunità e dell’ambiente, l’inossidabile Nicola vuole ancora rendersi utile alla società, così, armato di rastrello e falce ripulisce il giardino della comunità San Pietro dalle erbacce; poi, da scrupoloso naturalista, si ferma a contemplare l’ambiente circostante. È un paesaggio, quello della vallata di Ladorzu, fatto di rocce e anfratti granitici che a Nicola ricorda quello a lui tanto caro dell’Ortobene, dove le grandi rocce di “Mamudine”, di “Sa ‘e sos Frores” e di “Monte palas de Casteddu” hanno nomi di animali e di esseri fantastici e dove Nicola, da attento osservatore, ne coglieva i particolari, riuscendo a leggerne i significati più profondi. Tutto questo continua ancora e nel discorrere con Nicola, mentre il suo sguardo ogni tanto s’illumina come quello di un bambino curioso: «guarda attentamente lassù – dice additando il monte che sovrasta l’abitato di Orotelli – vedi quella grande roccia a sinistra, sembra proprio che abbia la forma di un cane, e quella più avanti non ti pare che abbia delle sembianze umane? Ma dietro ancora ce n’è anche un’altra che sembra proprio un fungo “antunna”; e intanto passa a presentare il presepio nel parco della comunità, con le grandi statue di gesso, sistemato in un ampio anfratto di granito, di cui cura personalmente la manutenzione».

Perché la scelta della residenza a Orotelli? Vedi, quando si rese necessario il mio ricovero in una comunità alloggio, a Nuoro non c’era la disponibilità di posti, pensa – risponde – che c’erano ben 19 persone aventi diritto prima di me in lista di attesa. Poi fortunatamente si è reso disponibile un posto a Orotelli, e quindi eccomi qui. Sono contento di tutto, dell’accoglienza, del personale – dice soddisfatto facendoci accomodare nella sua cameretta singola che si affaccia sull’aspra vallata che guarda verso Ottana.

Nicola, certo qui stai bene, hai l’occorrente, dici che non ti manca nulla, ma permetti una domanda: non ti manca la tua vecchia Vespa, compagna di tante avventure in giro per la Sardegna? Certo, mi manca un po’ tutto – dice facendo lo sguardo pensieroso – ma la vita è così, prendiamo il destino come viene.

Recentemente qualcuno ha proposto a Nicola l’avvicinamento a Nuoro presso una struttura comunitaria cittadina. Indubbiamente la proposta è scaturita dal fatto che questo fosse un doveroso riconoscimento per quello che il grande cuore di Nicola ha fatto spassionatamente per la città.

La proposta, seppure accettabile dal punto di vista umano è stata commentata dallo stesso Nicola: Quello che ho fatto, l’ho fatto solo per Nuoro, non certo per avere riconoscimenti – commenta sereno Nicola – non voglio inoltre privilegi per quanto riguarda il mio ricovero. C’è gente cha ha più bisogno di me. Ma come faccio io, e con quale diritto mi posso permettere di scavalcare una graduatoria che prevede 19 persone aventi diritto prima di me?

Una risposta disarmante, che solo il “mitico” Nicola con la sua incrollabile rettitudine e onestà poteva dare.

Una grande lezione di vita, grazie Nicola, Nuoro ti abbraccia!

Michele Pintore

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