Sa die de sa Sardigna. Dal 24 al 30 aprile: una festa dal sapore popolare

Sonia

Sa die de sa Sardigna. Dal 24 al 30 aprile: una festa dal sapore popolare

giovedì 23 Aprile 2015 - 15:12
Sa die de sa Sardigna. Dal 24 al 30 aprile: una festa dal sapore popolare

La bandiera della SardegnaFilm, laboratori, presentazioni di libri, rievocazioni storiche, recital, balli in piazza, visite guidate nei musei e nei luoghi degli eventi del 28 aprile 1794.

L’edizione 2015 di Sa Die de sa Sardigna, elaborata a partire dall’indirizzo proposto dalla Giunta regionale incentrato su cibo e alimentazione e in tema con l’Expo, lavora sul senso della Storia e sul significato particolare della giornata. Filo conduttore, l’idea della Sardegna come terra fertile, da valorizzare e di cui aver cura.

Ricco il programma (on line sul sito sadie2015.eu e sull’omonima pagina Facebook) che mette in rete istituzioni, associazioni e scuole e che l’Assessorato della Lingua e cultura sarda ha realizzato con la Terra de Punt di Tore Cubeddu, e in collaborazione con lo sportello linguistico regionale, Laore, e l’Assessorato dell’Agricoltura.

Oltre 40 gli eventi previsti nei luoghi della cultura dei capoluoghi storici delle quattro province, Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e ad Alghero dal 26 al 30 aprile. Si svolgeranno in base al senso di alcune parole chiave (scritti, racconti, vie, ricordi, preghiere, immagini, condivisione sapori) con iniziative in sardo e catalano.

«Abbiamo realizzato in tempi rapidi un programma importante, che dà un’impronta nuova a questa celebrazione” afferma l’assessore Claudia Firino. “La Regione valorizza l’idea di Sa Die quale festa popolare, dando sostegno alle iniziative nate dal basso e curandone la regia silenziosa. Abbiamo raccolto l’entusiasmo, il sentimento e la voglia di celebrare che abbiamo trovato nella gente, sostenendo chi ha avuto coraggio, belle idee e spirito di iniziativa e proponendo una reinterpretazione in chiave contemporanea della giornata».

Tra le iniziative, l’assessore Firino ha sottolineato la collaborazione con scuole e musei, i percorsi proposti da guide che racconteranno in lingua sarda luoghi ed eventi, la ricostruzione storica della giornata che avrà luogo a Sassari il 26 aprile e la celebrazione, il 28, a Palazzo Regio a Cagliari, cui seguirà la messa dell’arcivescovo Arrigo Miglio.

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