Alcol: in Italia sono otto milioni le persone che ne abusano. Si inizia a bere a 11 anni

Sonia

Alcol: in Italia sono otto milioni le persone che ne abusano. Si inizia a bere a 11 anni

martedì 24 Marzo 2015 - 07:00
Alcol: in Italia sono otto milioni le persone che ne abusano. Si inizia a bere a 11 anni

Alcune bottiglie abbandonate in strada dopo una notte di bagordi (© foto S.Novellu)

Alcune bottiglie abbandonate in strada dopo una notte di bagordi (© foto S.Novellu)

Alcune bottiglie abbandonate in strada dopo una notte di bagordi (© foto S.Novellu)

Il fenomeno del “binge drinking” 

Si chiama “binge drinking”  e letteralmente significa  abbuffate di alcol. I nostri giovani tra i 18 e i 24 anni sono i primi che ne abusano, inoltre  si abbassa l’età  media  tra gli adolescenti che iniziano a bere fino a sfiorare gli undici anni. 

Complessivamente sono più di 8,5 milioni gli italiani che consumano alcol in modo rischioso per la salute:  tra  questi è inclusa una fascia d’età tra i 65 e 74 anni con un consumo giornaliero non moderato.

È questo uno dei dati che emerge dalla relazione del Ministero della Salute al Parlamento sull‘alcol.

Negli ultimi dieci anni nel nostro Paese c’è stato un progressivo cambiamento dei comportamenti di consumo di alcol.

È sempre meno diffuso il modello tradizionale basato sul bere vino durante i pasti di ogni giorno, che persiste tra adulti e anziani, mentre si consolida il consumo occasionale e fuori pasto.

Continua ad essere una criticità il fenomeno del ‘binge drinking’ soprattutto tra i più giovani.

Nel 2013 ha consumato almeno una bevanda alcolica il 63,9% degli italiani, pari a 34,6 milioni di persone, e il consumo fuori pasto ha riguardato 14 milioni di persone.

Tuttavia non manca una nota positiva: in Europa l’Italia è  tra i paesi con i più bassi consumi.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità  (Oms), aggiornati al 2010, il consumo medio pro capite di alcol puro in Italia è stato di 6,10 litri nella popolazione al di sopra dei 15 anni, valore vicino a quello raccomandato dall’Oms in Europa per il 2015, che è di 6 litri l’anno. 

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