Sindaci a Bultei: non ci dimetteremo ma lo Stato ci deve ascoltare

Sonia

Sindaci a Bultei: non ci dimetteremo ma lo Stato ci deve ascoltare

giovedì 29 Gennaio 2015 - 19:50
Palazzo Civico (foto S.Novellu - Cronache Nuoresi)

Palazzo Civico (foto S.Novellu – Cronache Nuoresi)

Dopo la bomba al sindaco assemblea straordinaria dell’Anci

«Non vogliamo toglierci la fascia tricolore, vogliamo stare in trincea, ma lo Stato ci deve dare gli strumenti per poter governare. No alla pressione fiscale, al dimensionamento scolastico, dei presidi sanitari e delle forze di polizia».

Un coro unanime quello dei sindaci sardi arrivati da tutta l’Isola per l’assemblea straordinaria convocata dall’Anci a Bultei dopo l’attentato – l’ultimo di una lunga serie in Sardegna – al sindaco del paese, Francesco Fois. Più di 200 primi cittadini in fascia tricolore sono riuniti nel Centro culturale gremito di gente per manifestare solidarietà a Fois ma soprattutto per dare un segnale forte allo Stato:

« Non lasciateci soli”. “Dobbiamo essere messi in sicurezza – ha detto il presidente dell’Anci Sardegna Piersandro Scano – e non parlo di scorta – ha subito chiarito – ma di essere ascoltati per ottenere tutti gli strumenti utili a governare le nostre città”. Scano ha rilanciato l’appello al governatore Pigliaru per un incontro a breve in Sardegna con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “L’obiettivo – ha sottolineato il numero uno dell’associazione dei comuni sardi – è quello di adeguare le forze di polizia alle esigenze dei nostri paesi, puntando a un ruolo più incisivo dell’intelligence».

All’incontro sono presenti anche numerosi consiglieri regionali e lo stesso assessore regionale agli Enti Locali Cristiano Erriu, mentre il presidente nazionale dell’Anci, Piero Fassino, ha inviato un telegramma di saluti e vicinanza al sindaco Fois.

«Non mi dimetto, ci ho riflettuto e ho deciso di restare»: il sindaco di Bultei Francesco Fois, nel giorno dell’affollata assemblea con i 300 sindaci sardi convocati dall’Anci nel suo paese, è più che mai deciso a non gettare la spugna, dopo il pesante attentato che ha devastato parzialmente la sua casa. Oltre alla solidarietà al primo cittadino, la straordinanza adunanza di questo pomeriggio a Bultei – una mobilitazione mai vista nell’Isola – ha voluto lanciare un segnale forte alle istituzioni nazionali e regionali affinché i sindaci non siano lasciati soli. Per questo è stata rilanciata la richiesta di un vertice urgente in Sardegna tra il ministro Angelino Alfano, i rappresentanti della Regione e gli amministratori locali. «Dobbiamo rialzarci – ha ribadito Francesco Fois a cui l’assemblea ha dedicato l’applauso più lungo – e continuare la nostra strada. Non chiediamo la scorta, siamo sindaci non sceriffi, vogliamo essere ascoltati: questo territorio vastissimo per esempio, è stato lasciato senza un presidio dei Carabinieri, più tardi abbiamo avuto la chiusura di tante scuole, infine sono stati attaccati i presidi sanitari. Si devono riequilibrare i territori a seconda delle necessità, così non si può andare avanti».

Sono oltre 100, secondo i dati dell’Anci, gli attentati e le intimidazione agli amministratori sardi dal 2010 a oggi, molti dei quali presenti a Bultei, in testa il sindaco di Ottana Giampaolo Marras, tra i più agguerriti nel chiedere allo Stato gli strumenti per governare bene i propri comuni.

«L’isola – ha sottolineato l’assessore regionale agli Enti Locali Cristiano Erriu – ha il triste record del maggior numero di attentati agli amministratori in Italia. Per questo dobbiamo unirci e chiedere risorse, ma anche prevenzione». Discorsi condivisi quasi all’unanimità dai 300 sindaci presenti.

Solo una voce fuori dal coro, quella di Francesco Manconi, sindaco di Bolotana, che domani ufficializzerà le dimissioni «per l’impossibilità di dare risposte ai cittadini sul caro Tari». «Siamo diventati gabellieri e non possiamo più programmare», ha spiegato. Tanti gli amministratori che hanno denunciato l’assalto ai Municipi contro il caro Tari, a cominciare dal primo cittadino di Nuoro Alessandro Bianchi, che ha ricordato l’aggressione fisica da lui stesso subita dalla folla.  «E’ chiaro – ha concluso il presidente dell’Anci Sardegna Piersandro Scano – che bisogna avere risposte altrimenti ci costringeranno a gettare la spugna. Chiedo alla Regione come primo atto di rinviare i conguagli Abbanoa al 2016 e di intervenire sulla Tari incidendo sui costi di conferimento. I cittadini sardi non ce la fanno più».

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