Nicola Porcu, il custode dei segreti del Redentore

Sonia

Nicola Porcu, il custode dei segreti del Redentore

mercoledì 27 Agosto 2014 - 14:15
Nicola Porcu, il custode dei segreti del Redentore

Nicola Porcu in una caricatura di Elio Moncelsi

Nicola Porcu in una caricatura di Elio Moncelsi

Nicola Porcu in una caricatura di Elio Moncelsi

Ancora un tassello della lunga e affascinante storia della Festa del Redentore: il ritratto di uno dei protagonisti della storia nuorese, della quale è da decenni fedele cronista attraverso l’arte di scrivere con la luce, nonché profondo conoscitore del Monte Ortobene e “custode” del colossale monumento al Cristo Redentore, Nicola Porcu. Un protagonista che, però, non ama la luce dei riflettori.

Schivo da qualsiasi forma di protagonismo, da decenni porta avanti come fosse una missione il suo impegno a favore del monte Ortobene, anche se per lui non si accendo le luci della ribalta sul grande palcoscenico che per i nuoresi è ogni anno la grande festa del Redentore; eppure è lui uno dei maggiori protagonisti, Nicola Porcu.

A scanso di equivoci, va detto che l’impegno di Nicola con l’Ortobene non si esaurisce nel solo periodo estivo che culmina con la grande festa di fine agosto ma dura tutto l’anno, facendo della montagna sacra ai nuoresi la sua seconda casa. Dell’Ortobene, Nicola Porcu conosce tutti i segreti e i misteri che quotidianamente controlla da geloso custode.

Non è ancora l’alba quando, inforcata la vecchia Vespa, il fedele Nicola è gia sui tornati del Monte, con la macchina fotografica a tracolla, pronto con occhio vigile a controllare che nel percorso tutto sia posto, dal ponte pericolante a causa del violento temporale all’albero che rischia cadere a causa del tempo, fino a provvedere alla pulizia dalle erbacce che rischiano di alimentare gli incendi durante il periodo estivo. È un percorso che Nicola affronta tutti i giorni da sempre, sia nelle rigide giornate invernali che sotto il solleone estivo, sempre puntuale nel suo servizio a cui, a suo dire, non é mai venuto meno (e conoscendolo c’è da credergli). Non potrebbe essere altrimenti, d’altronde, visti gli inderogabili impegni a cui deve accudire giornalmente, tra cui nutrire i numerosi cani abbandonati che vagano affamati per la montagna e, puntuali, lo attendono tutte le mattine. Ma la salita al Monte, non può concludersi senza la quotidiana visita al monumento del Redentore, di cui Nicola è ormai diventato il “custode ad honorem”, e da attento custode, vigila sullo stato di salute della colossale statua, pronto a segnalare problemi di stabilità, eventuali danni causati da fulmini o qualche minima crepa o lesione che il bronzo talvolta può (come nel passato) presentare. Del grande monumento Nicola conosce tutto, fino nei minimi particolari, dal numero dei pezzi che assemblati formano la struttura a particolari che normalmente sfuggono ai visitatori, come il grande pannello che forma le spalle della statua, attraverso la rimozione del quale è possibile accedere all’interno del colosso di bronzo per effettuare interventi e controlli.

E a proposito di particolari: Nicola non esita a elencarne con dovizia dettagli e misure, a cominciare dall’altezza complessiva del monumento, che con la base (di metri 2,20) raggiunge i metri 7,34 alla testa e metri 8,18 al culmine della croce; con il viso di metri 0,72 x 0,43 (di cui gli occhi centimetri 10,6 x 4,2 ciascuno, il naso di centimetri 16,14 x 0,93 e la bocca di centimetri 14,2 x 0,36); il collo di metri 1,16 di circonferenza; la mano, larga centimetri 27,4, con il braccio sinistro di metri 1,22 (con centimetri 52 di circonferenza al polso e centimetri 81 al muscolo); il torace, con metri 2,22 di circonferenza; la gamba destra di metri 1,68 (con centimetri 97 di circonferenza al muscolo e centimetri 67 alla caviglia), fino ad arrivare agli 8,52 metri del grande mantello svolazzante largo metri 1,47.

Michele Pintore

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