Ottana: un carnevale sotto la pioggia per Boes, Merdules e spettatori

Sonia

Ottana: un carnevale sotto la pioggia per Boes, Merdules e spettatori

lunedì 03 Marzo 2014 - 19:30
Ottana: un carnevale sotto la pioggia per Boes, Merdules e spettatori

Merdule di Ottana (foto S. Novellu)

Grane festa e successo di pubblico ieri, nonostante il maltempo

Pioveva, pioveva tanto ieri, in maniera incessante.

Boes e Merdules, le tipiche maschere ottanesi non hanno fatto in tempo a ultimare la loro vestizione e iniziare la loro esibizione per le vie del paese che una pioggia incessante si è abbattuta sulla zona. Ciò nonostante, il numeroso pubblico accorso in paese e le maschere stesse non si sono fatte intimorire e hanno vissuto insieme il compiersi del rito carnevalesco.

Aggiogati, avvolti nelle mastruche, sul viso maschere da buoi di varia foggia e colore e con indossando cinture di campanacci, i Merdules tentano di ribellarsi ai Boes, gli allevatori, anch’essi abbigliati con pelli ovine e maschere dalla fisiognomica distorta, segnata dalla fatica del lavoro. Tra loro fa la sua comparsa anche un’altra figura tipica del carnevale ottanese: unica entità femminile del carnevale isolano, vestita di nero e con il viso paludato da una maschera anch’essa nera, sa Filonzana, con fuso e conocchia in mano, agita minacciosamente la forbice mimando il gesto terribile del taglio del filo di lana, simbolo della recisione del filo della vita.

Certo lo scenario è molto diverso da quello ripreso su pellicola 35 mm da Fiorenzo Serra negli anni Cinquanta e delle straordinarie immagini dell’etnomusicologo danese Andreas Fridolin Weis Bentzon, (di cui in mattinata si è presentato un volume dedicato agli scatti eseguiti a Ottana, nell’ambito delle sue ricerche sulle launeddas, esposti in mostra per qualche giorno in una casa tipica del paese), uno scenario decisamente più semplice, quello in cui ognuno viveva in prima persona il carnevale del proprio paese: le vie praticamente deserte e polverose e gli abiti di fortuna. Quello che rimane inalterato è la voglia di divertirsi, scaricare le tensioni di un anno di lavoro e di rigenerarsi.

Ottana, fotografi in azione (foto S. Novellu)

Ottana, fotografi in azione (foto S. Novellu)

Copiosa la partecipazione di fotografi giunti da tutta l’isola, lontano dai quali, molto discreto ma attento a cogliere l’essenza delle cose, anche il noto reporter milanese Uliano Lucas (classe 1942, coautore del volume citato), con la sua fedele Leica 35 mm a telemetro all’occhio.

Giunti in piazza all’ombra della meravigliosa chiesa romanica di San Nicola, tutto è sembrato ricomporsi, tra un bicchiere di vino e un giro di ballo, anche la pioggia ha dovuto rassegnarsi a lasciare spazio alla festa, che è andata avanti fino al calare della notte.

S.Nov. © Tutti i diritti riservati

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