lunedì 6 luglio 2020, Aggiornato alle 19:44
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 Kit per prelevare sangue al cinghiale  

In vista dell’imminente apertura della caccia al cinghiale, i Servizi Veterinari dell’ASL di Nuoro chiedono la collaborazione delle compagnie di caccia per la ricerca della peste suina africana e della trichinella, possibile solo con la consegna di volpi e con il prelievo di campioni di sangue e di diaframma dai cinghiali cacciati.

Alle compagnie di caccia sarà distribuito un kit con il materiale necessario per il prelievo dei campioni di sangue e di diaframma, insieme alle schede per il loro invio al laboratorio.

È bene ricordare, inoltre, che una parte del territorio dell’ASL di Nuoro è soggetta a provvedimenti di restrizione in seguito a focolai di peste suina nei cinghiali e suini domestici.

In tali zone è vietata la caccia al cinghiale. I Comuni compresi all’interno di quest’area interdetta, per quanto riguarda i focolai riscontrati nei cinghiali, sono: Bitti, Dorgali, Oliena, Orgosolo, Desulo, Aritzo, Belvì e Tonara, Irgoli, Onifai, Lula, Loculi e parte di Galtellì, Orosei, Siniscola.

Per quanto concerne, invece, i focolai di peste suina riscontrati nel maiale domestico, rientrano nella zona soggetta a restrizioni una parte dei comuni di Nuoro, Oniferi, Orotelli, Orani, Orune e Macomer.

Il DAIS (Decreto dell’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale) n. 69 del 18/12/12 prevede, tuttavia, una deroga al divieto di caccia. Le compagnie di caccia che intendono usufruirne, devono osservare le seguenti prescrizioni:

1. chiedere apposita autorizzazione alla caccia, al servizio veterinario dell’ASL, il quale autorizza, sentito il corpo forestale e di vigilanza ambientale e dopo aver visitato il locale di raccolta dei cinghiali;

2. nella richiesta devono essere indicati i nominativi di tutti i componenti la compagnia di caccia, il nome del capo caccia e un suo recapito telefonico, il luogo di raccolta dei cinghiali e il nome del responsabile del locale nel quale saranno custodite le carcasse degli animali;

3. organizzare un sistema di raccolta di campioni di milza, sangue e diaframma per ogni cinghiale abbattuto;

4. custodire le carcasse degli animali fino ad ottenimento dell’esito degli esami di laboratorio ( esito per trichinellosi e PSA)

5. mettere a disposizione le carcasse, per la distruzione, in caso di esito positivo degli esami di laboratorio per trichinellosi e peste suina africana.

«Anche quest’anno – commenta il dott. Antonio Straullu, Direttore del Servizio di Sanità Animale dell’ASL di Nuoro – come negli anni scorsi, auspichiamo una fattiva collaborazione dei cacciatori, per la caccia e la consegna di volpi. Le informazioni che derivano dai controlli sugli animali selvatici sono, infatti, estremamente importanti per gli studi epidemiologici relativi alla diffusione della peste suina africana e la trichinellosi».

«Ricordiamo – continua dott. Straullu – l’importanza di far controllare il diaframma di tutti i suidi, selvatici o domestici, prima di consumarne le carni, in quanto si tratta della più elementare misura di profilassi per non incorrere nel rischio di contrarre infestazioni da trichinella».

 

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