martedì 7 luglio 2020, Aggiornato alle 9:06
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La produzione di carbone provoca tumori

Numerosi imprenditorovenienti dalla penisola, negli anni sessanta, sono arrivati nella Sardegna centrale hanno impiantato i capannoni industriali, dispensando promesse di occupazione e il finto miraggio di creare una opportunità per l’indotto. Soldi a pioggia sborsati dalla Regione Sarda per tutte le aziende insediate a Ottana, Bolotana e Macomer, ma il tutto durò per un breve lasso di tempo perché si trasferivano all’estero con tutti i macchinari, lasciando a terra operai e impiegati  e debiti alle imprese esterne. Alcune hanno fallito ancor prima di iniziare la produzione mentre altre hanno chiuso dopo due anni di attività. Nell’anno 2009 arriva il grande Clivati con l’intenzione di produrre Energia elettrica con l’olio di colza. Iniziativa che viene bloccata perché contestata dall’A.P.A.N.

Sardegna ma anche dalla Regione Sarda, durante il periodo di Renato Soru, reputando il progetto non fattibile.  A distanza di anni, la stessa azienda si ripropone con un altro progetto, l’intenzione è quellla di ricavare energia col carbone.

Un’iniziativa contestata da più Amministrazioni Comunali , compresa quella di nuoro dal sindaco Alessandro Bianchi, ma in particolar modo dal Comune di Ottana. Un progetto inqualificabile, offensivo per la Sardegna che mette a rischio la salute dei residenti della Sardegna centrale, con danni incalcolabili per l’agricoltura e per la pastorizia. Si parla tanto di rilancio delle attività legate alla pastorizia e alla agricoltura in Sardegna, dalla Regione Sarda, dalla FAI, dagli ambientalisti, ma si continua a finanziare industrie inquinando centinaia di ettari di terreno che per ripristinarli occorrono anni di bonifiche. Che il carbone sia nocivo per la salute, lo dicono i migliori tecnici e scienziati del mondo. Basta leggere la relazione dell’esperto Vincenzo Migaleddu per capire  quali siano i veri danni di salute provocati dal carbone. Una potente industria che opera da anni nel Veronese che produce energia col carbone, ha causato sino ad oggi circa mille decessi per tumore. Ci sono tanti interrogativi su questo materiale che viene utilizzato per la produzione dell’energia elettrica e viene lavorato secondo le normative della CEE per limitare i danni, ma quante  Foglio 2  tonnellate vengono utilizzate allo stato grezzo? Perché in tal senso esisterebbe un miglior guadagno. Ci si chiede quanto costa l’energia prodotta dal carbone tra  lavorazione, l’importazione dalla Cina, il trasporto e lo stoccaggio? Quale è la convenienza per le imprese nell’acquisto del prodotto energetico?  Ma quali sono i profitti di Clivati che intende utilizzare la nostra terra come se non fosse di nessuno, rendendola inquinata e improduttiva a discapito dei Sardi che rischiano di coltivare le loro terre con un forte tasso inquinante? Si spera tanto, per il bene dei Sardi, che progetti simili  non vengano presi in considerazione, come anche di continuare a finanziare grosse industrie che hanno prodotto danni a persone, a cose e a terzi. Occorre puntare sulla  piccola e media industria che offre sempre più credibilità nella sicurezza del lavoro, nella produttività e nella serietà dell’impresa.

Il Direttore dell’APAN, Gianfranco Seddone

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