Dalla didattica universitaria alle soluzioni concrete, idee per l’accessibilità museale e urbana
Prende il via a Orani il laboratorio didattico e operativo Aditus, una sei giorni di studio sul campo in programma dal 5 al 14 novembre destinata a delineare nuove strategie di accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva per i luoghi della cultura del territorio borghigiano. Promossa dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari unitamente al Cagliari Accessibility Lab, e sostenuta dal finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Orani, l’iniziativa intende superare le tradizionali barriere strutturali e informative per favorire la piena fruizione del patrimonio da parte di un pubblico con esigenze eterogenee. Il percorso di analisi e sperimentazione vede la convergenza dei vertici del Museo Nivola, della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio e degli Ordini professionali degli Architetti delle province di Nuoro, Cagliari, Sassari e Oristano. I lavori, guidati sul piano scientifico da Caterina Giannattasio con il coordinamento di Valentina Pintus, si aprono con una sessione inaugurale che vede gli interventi di Federica Nieddu, Chiara Gatti, Alberto Licheri, Marcello Pilia e Maurizio Memoli, ponendosi come ideale prosecuzione della vasta campagna di rilievo del centro matrice condotta da oltre centotrenta studenti dell’Università degli Studi di Sassari. L’analisi degli spazi urbani e del tessuto edilizio storico, affiancata da incontri operativi con gli istituti tecnici e artistici nuoresi, mira a restituire alla comunità locale e scientifica visioni progettuali capaci di coniugare il rigore del restauro e della conservazione con l’esigenza inderogabile di garantire l’accessibilità e la funzione sociale dei beni culturali.
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