Un manifesto etico per la pace, l’ONU e il riscatto del Mediterraneo
Galtellì si appresta a diventare il baricentro della diplomazia spirituale e del dialogo internazionale ospitando, dal 6 all’8 novembre 2026, la seconda convention mondiale promosso dall’associazione Istituto delle Culture Religiose per l’Umanità e la Pace “Demetrio Marco De Luca”. L’iniziativa, guidata dal presidente dell’associazione Angelo Rojch e dal vicepresidente Pietrino Satgia, intende mobilitare le culture religiose e laiche per strutturare una forza etica universale capace di dialogare con le Nazioni Unite, l’Unione Interparlamentare (IPU) e le cancellerie mondiali. In una fase storica segnata dal tramonto delle storiche intese sul diritto internazionale, dalla contrapposizione tra blocchi autocratici (NATO, BRICS e i loro alleati) e dal dominio della forza delle armi, l’assise si propone di rilanciare l’eredità intellettuale del professor De Luca sotto il motto guidante “Siamo Tutti Fratelli“, ponendosi in ideale continuità con il magistero di Papa Francesco e con gli accorati appelli di Papa Leone XIV contro le guerre e la povertà.

La presentazione del Meeting delle religioni di Galtelli’
L’impianto programmatico della manifestazione affronta i mutamenti geopolitici attraverso l’elaborazione di proposte concrete volte a incidere nelle istituzioni e nella coscienza popolare. Il piano strategico si articola attorno alla costituzione del Parlamento delle Religioni — organismo permanente di pressione morale e spirituale sui centri decisionali globali —, all’adozione della Magna Charta definita dal professor Attilio Mastino in tredici articoli (articolata sia per i livelli accademico-istituzionali sia in forma divulgativa per le scuole e la società civile) e alla stesura del Codice Etico Universale promosso dal presidente dell’ANAC Giuseppe Busia, concepito per porre precisi confini morali all’economia, alla finanza e alle derivazioni dell’intelligenza artificiale. Sul fronte della sicurezza e dei diritti umani, la convention sollecita un intervento super partes delle Nazioni Unite per la prevenzione dei conflitti e la protezione delle minoranze, affiancato dalla proposta di attribuire alle tre grandi religioni monoteiste uno status giuridico di sovranità internazionale a Gerusalemme, modellato sull’esperienza dello Stato della Città del Vaticano.
Accanto all’elaborazione teorica sui grandi assetti mondiali, la tre giorni di Galtellì colloca al centro della propria agenda il contrasto al sottosviluppo, assumendo il monito lanciato da Papa Leone nei confronti delle disuguaglianze che affliggono l’Africa e le aree periferiche. Raccolta la lezione di Giorgio La Pira che definiva la Sardegna “crocevia tra Europa e Mediterraneo“, l’iniziativa promuove l’istituzione di un Centro Euro-Mediterraneo e della Piattaforma Sardegna Mediterranea, concepita come un vero e proprio progetto pilota europeo. Con il coinvolgimento diretto di istituzioni locali e nazionali, della Presidenza del Parlamento Europeo e di player industriali, la Convention chiede al Governo italiano e all’Unione Europea l’adozione di un quadro normativo ed economico speciale volto a superare gli svantaggi permanenti dell’insularità sanciti dall’articolo 349 del TFUE. Tale impianto intende raccordare le aree interne sarde — oggetto di inchieste parlamentari sul malessere sociale — con le opportunità di innovazione offerte dal polo scientifico dell’Einstein Telescope di Sos Enattos, dall’aerospazio e dalla riconversione dell’area industriale del Sologo.
IL PROGRAMMA – Il programma dettagliato dei lavori della II Convention mondiale si articolerà lungo tre giornate di incontri, tavole rotonde e iniziative culturali.
- Si comincerà venerdì 6 novembre 2026 alle ore 10.00 con la sessione del Panel A, intitolata “Le culture religiose di fronte ai mutamenti dello scenario mondiale”. I lavori si apriranno con la proiezione del filmato “Demetrio Marco De Luca: Le grandi religioni storiche” e proseguiranno con una riflessione dedicata alla ricerca di un comune denominatore valoriale nel dialogo tra fedi, culture laiche e istituzioni, sotto la moderazione di Romano Cannas; seguiranno le relazioni introduttive, i Key Note e il dibattito, con ripresa pomeridiana alle ore 15.30 dedicata agli interventi e alle conclusioni.
- La giornata di sabato 7 novembre vedrà alle ore 9.30 l’avvio del Panel B sul tema “Centro Euro-Mediterraneo e piattaforma Sardegna mediterranea“, coordinato dal caporedattore della RAI Sardegna Ignazio Artizzu e incentrato sui diritti umani, sulla cooperazione per superare la povertà lungo la rotta tracciata da Giorgio La Pira e dai moniti di Papa Leone XIV, arricchito dai contributi del mondo accademico e del tessuto produttivo; nel pomeriggio, alle ore 15.30, si terrà il Panel C sui temi strategici con l’esposizione dei lavori dei gruppi e la definizione del documento conclusivo da presentare all’ONU e all’Unione Interparlamentare (IPU).
- La manifestazione si chiuderà domenica 8 novembre a partire dalle ore 9.30 presso la Sala Auditorium Anfiteatro con l’illustrazione dei prototipi della via statuaria dei simboli delle culture religiose e del museo a cielo aperto dedicato alla storia del SS.mo Crocifisso de Los Milagros, a cui faranno seguito la visita al centro storico di Galtellì e l’escursione sul Monte Tuttavista alla statua bronzea del Cristo.
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