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Marijuana come moneta d’acquisto per la cocaina: il nuovo business criminale che parte dal Nuorese

di Salvatore Novellu
giovedì 22 Ottobre 2026 - 09:09
Marijuana come moneta d’acquisto per la cocaina: il nuovo business criminale che parte dal Nuorese

Dalle piantagioni del Nuorese alle rotte della droga pesante: l’allarme della Procura Generale Antimafia


IL BLITZ ANTIDROGA DI OGGI A ORGOSOLO

NUORO – Tre diverse piantagioni scoperte a distanza di pochissime ore nelle campagne del Nuorese confermano come la coltivazione di cannabis nel territorio nuorese abbia ormai raggiunto dimensioni di scala industriale. I tremila esemplari posti sotto sequestro dai carabinieri tra i territori di Lula e Onanì, unitamente alle quattrocento piante individuate ed estirpate dalla polizia nell’agro di Loculi, fino al blitz odierno che nelle campagne di Orgosolo ha portato al sequestro di 640 piante di cannabis, con un contenuto di THC dieci volte superiore ai limiti di legge, rappresentano solo gli ultimi episodi visibili di un fenomeno criminale ben più ampio e articolato.

Il Procuratore Generale di Cagliari Luigi Patronaggio

Il Procuratore Generale di Cagliari Luigi Patronaggio

Come denunciato più volte dal procuratore generale della Corte d’Appello di Cagliari, Luigi Patronaggio,  la produzione di marijuana nell’isola ha compiuto un salto di qualità decisivo, abbandonando la dimensione artigianale per assumere le caratteristiche di una risorsa strategica gestita con logiche di tipo mafioso. Le risultanze investigative delle forze dell’ordine e della Magistratura Antimafia indicano infatti che l’ingente mole di sostanza prodotta nelle aree rurali della Barbagia – ma il fenomeno è estensibile ad altre aree dell’a Sardegna – non è destinata soltanto al consumo al dettaglio, ma viene impiegata come vera e propria moneta di scambio sulle rotte del narcotraffico.

Carabinieri tra le piante di marijuana

Le organizzazioni locali utilizzano i raccolti per contrattare direttamente con i gruppi criminali d’oltretirreno l’approvvigionamento dei carichi di cocaina: un sistema di baratto basato su una stima d’affari che fissa la quota di cinquanta chilogrammi di cannabis per l’ottenimento di un singolo chilogrammo di sostanza bianca pura. Questo meccanismo di cambio merce consente alle strutture sarde di finanziare l’ingresso della droga pesante nei mercati regionali senza movimentare somme di denaro contante, trasformando i pascoli e i rilievi del Nuorese nel polmone finanziario del narcotraffico isolano.

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