Le complesse operazioni d’emergenza avviate in Ogliastra si sono concluse con il migliore degli esiti.
LE STRAORDINARIE IMMAGINI DEL RECUPERO DI LUCA OLMETTO
URZULEI – Si sono concluse felicemente dopo oltre ventisei ore di trepidazione le operazioni di salvataggio nella grotta situata al confine tra i territori di Urzulei e Baunei. Lo speleologo trentunenne Luca Olmetto, originario di Codrongianos, è stato estratto sano e salvo dai tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e dai VIGILI DEL FUOCO.

Gli ultimi istanti dell’intervento di soccorso
Il giovane, che da ieri pomeriggio era rimasto intrappolato e parzialmente immobilizzato a circa dieci metri di profondità a causa del crollo della volta e di una frana di materiale lapideo in località Gorropeddu, è stato finalmente liberato dai detriti che lo bloccavano e riportato con cura in superficie.

Gli uomini del soccorso Alpino in attesa dell’elisoccorso
Sul posto il personale sanitario del 118 ha provveduto alle prime manovre di stabilizzazione dell’infortunato, in attesa del successivo elitrasporto verso la struttura ospedaliera per tutti gli accertamenti e le cure del caso. La felice conclusione dell’intervento mette fine alle lunghe ore di ansia vissute dalla comunità di Codrongianos e premia il lavoro ininterrotto delle squadre di soccorso impegnate sul campo in un’opera di disostruzione resa estremamente delicata dalla spiccata friabilità della roccia.
La felice conclusione dell’intervento mette fine alle lunghe ore di ansia vissute dalla comunità di Codrongianos e richiama inevitabilmente alla memoria la tragedia di Alfredino Rampi avvenuta a Vermicino nel 1981, quando l’Italia intera seguì con il fiato sospeso per oltre sessanta ore i tentativi disperati di salvare un bambino caduto in un pozzo artesiano. Anche in questo episodio in Ogliastra la claustrofobia della cavità sotterranea, il buio, la roccia friabile e la costante minaccia di nuovi crolli hanno rievocato quell’incubo e le stesse insidie tecniche, mettendo a dura prova la tenuta e l’ingegno dei soccorritori. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto oltre quarant’anni fa, l’evoluzione delle tecniche di soccorso ipogeo, la preparazione specialistica degli operatori e l’efficacia dei protocolli moderni hanno permesso di scrivere un finale opposto, trasformando la grande paura in un lieto fine.
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