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La cura, il corpo e il consenso: al MAN il workshop sulla violenza ostetrica firmato da Valeria Cherchi

lunedì 05 Ottobre 2026 - 10:07
La cura, il corpo e il consenso: al MAN il workshop sulla violenza ostetrica firmato da Valeria Cherchi

Violenza ostetrica all'Isola di Man (foto S. Meloni)

In occasione della Ventiduesima edizione della Giornata del Contemporaneo AMACI, il MAN presenta il workshop “La cura. Corpo e consenso” a cura dell’artista Valeria Cherchi. L’appuntamento previsto per il 10 ottobre prossimo, gratuito e aperto a un massimo di 24 partecipanti (dai 16 anni in su), si terrà dalle ore 11:00 alle ore 16:00, con una pausa pranzo prevista tra le 13:00 e le 14:00.

IL PERCORSO E LE DINAMICHE DI GRUPPO –  Il workshop partecipativo affronta il tema della violenza ostetrica e ginecologica attraverso il confronto, l’ascolto e la collaborazione. L’obiettivo non è soltanto trasmettere informazioni, ma creare uno spazio in cui le persone possano riconoscere, interrogarsi e costruire insieme nuove modalità di relazione. A partire da situazioni simulate e accessibili, i partecipanti saranno coinvolti in attività di gruppo per esplorare i nodi centrali delle relazioni di cura: il diritto all’informazione, il consenso, l’autonomia sul proprio corpo, l’ascolto, il linguaggio e le dinamiche di potere. Il percorso si sviluppa attraverso cinque momenti: riconoscere, comunicare, cambiare prospettiva, agire e costruire.

UN MANIFESTO COLLETTIVO PER IL CAMBIAMENTO

Il laboratorio non richiede la condivisione di esperienze personali e si conclude con la realizzazione collettiva di un Manifesto della relazione di cura rispettosa, una restituzione visiva composta dalle parole, dai principi e dalle idee emerse durante le attività. L’esperienza trae la sua genesi dalla pubblicazione foto-testuale “3350 gr. Photographs and Letters on Obstetric Violence” di Valeria Cherchi a cura di Elisabetta Masala, promossa dal MAN, fase conclusiva di un lungo progetto fotografico che affronta la violenza ostetrica e ginecologica e il danno che ne scaturisce nella sua dimensione individuale, sociale e politica, nato da una storia personale: la morte, a sei mesi, della sorella omonima dell’artista in seguito a un episodio non denunciato di violenza ostetrica.

LA PARTECIPAZIONE E IL SOSTEGNO ISTITUZIONALE –  È particolarmente incoraggiata la partecipazione di coppie, amici, conoscenti e familiari, oltre che di partecipanti singoli, per favorire il dialogo e la collaborazione reciproca. Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

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