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Pedopornografia. Foto sottratte a scuola e sui social: l’IA le trasforma in deepnude

giovedì 01 Ottobre 2026 - 08:29
Pedopornografia. Foto sottratte a scuola e sui social: l’IA le trasforma in deepnude

Immagini ordinarie di vita quotidiana scattate nelle aule scolastiche, nei bagni delle scuole, nelle palestre o semplicemente estrapolate dai profili social pubblici vengono sottratte dal loro contesto e rielaborate dagli strumenti di intelligenza artificiale per generare materiale esplicito. È questo il meccanismo alla base dell’allarme lanciato dall’Associazione METER, che nel monitoraggio del settembre 2026 ha individuato 592 minori coinvolti tra Italia, Messico, Spagna e Stati Uniti d’America. La cifra segna un drammatico incremento rispetto ai 125 casi rilevati nello stesso periodo del 2025, registrando un aumento di 467 unità che moltiplica il dato precedente di circa 4,7 volte.

La pericolosità del fenomeno risiede nella facilità con cui fotografie nate in contesti del tutto innocui si trasformano in contenuti sessualmente espliciti, senza che le vittime li abbiano mai prodotti, autorizzati o condivisi. L’attività di rilevazione evidenzia inoltre scenari ancora più complessi, che spaziano dalla manipolazione di scatti riguardanti bambini di tenera età fino alla creazione integrale da zero di minori non esistenti nella realtà. Il fondatore e presidente dell’Associazione METER, don Fortunato Di Noto, ha definito la situazione come una nuova frontiera della pedocriminalità, sottolineando come la tecnologia riduca le competenze necessarie per realizzare rielaborazioni realistiche e rischi di alimentare la domanda di materiale pedopornografico reale.

La successiva diffusione delle immagini avviene spesso attraverso piattaforme social che garantiscono un’elevata riservatezza e canali del darkweb, rendendo estremamente difficile interromperne la circolazione e rintracciare tempestivamente i responsabili. Per contrastare questa minaccia cresce la necessità di una risposta unitaria che combini la responsabilizzazione delle piattaforme digitali, misure efficaci di prevenzione, la tutela delle vittime e un’adeguata sensibilizzazione di famiglie, scuole e istituzioni.

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