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Siccità. L’invaso di Maccheronis è quasi vuoto: via alle restrizioni nei campi

mercoledì 30 Settembre 2026 - 15:59
Siccità. L’invaso di Maccheronis è quasi vuoto: via alle restrizioni nei campi

Invaso di Maccheronis a secco (foto S.Novellu)

Scatta l’interruzione immediata della distribuzione idrica per usi irrigui nelle campagne dell’alta Baronia e della bassa Gallura, a causa della grave crisi dell’invaso multisettoriale di Maccheronis, nel territorio di Torpè, ridotto ormai a un volume inferiore a 2,2 milioni di metri cubi di risorsa idrica disponibile. A dare l’annuncio è il presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, Ambrogio Guiso, a seguito del Consiglio di amministrazione convocato d’urgenza per recepire le direttive dell’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna (ADIS). Il provvedimento è stato adottato con effetto immediato per tutelare l’acqua residua e destinarla prioritariamente agli usi civili, potabili, igienico-sanitari e all’abbeveraggio del bestiame, consentendo deroghe motivate solo per serre, vivai e frutteti specializzati.

Il CDA del consorzio di bonifica della Sardegna centrale

Per far fronte al peggioramento delle condizioni, il presidente Guiso ha confermato che l’ente stia predisponendo l’attivazione di un sistema di sollevamento provvisorio dal fiume Posada per continuare ad alimentare il potabilizzatore di Torpè, con tempi tecnici di installazione stimati in circa dieci giorni. Guiso ha inoltre sollecitato i Comuni all’emanazione di ordinanze volte a vietare gli utilizzi non essenziali dell’acqua potabile e ha rivolto un richiamo al senso di responsabilità di tutti i consorziati, avvertendo che i prelievi abusivi saranno puniti con la sigillatura dei punti di erogazione e con l’applicazione di sanzioni amministrative.

La vertenza idrica ripropone in maniera drammatica i limiti strutturali della diga di Posada. Come sottolineato da Ambrogio Guiso, la struttura attuale riesce a coprire soltanto un fabbisogno annuale e non è più sufficiente ad affrontare l’aumento dei consumi estivi legati al flusso turistico e gli effetti prolungati dei cambiamenti climatici. Il presidente del Consorzio ha ribadito l’urgenza di una programmazione seria che superi la mera speranza nelle piogge stagionali, rilanciando con forza la realizzazione della diga di Abba Luchente come la soluzione più fattibile e immediata per garantire la sicurezza idrica del territorio.

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