Torna formalmente nell’agenda energetica italiana l’energia atomica con l’approvazione definitiva del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, approvato dal Senato a Roma con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti dopo il precedente via libera della Camera. La norma non autorizza la costruzione immediata di nuove centrali e non individua siti o tecnologie specifiche, ma fornisce all’esecutivo gli strumenti necessari per disciplinare un eventuale ritorno alla produzione. Attraverso i successivi decreti legislativi, il governo dovrà definire le regole per la costruzione e l’esercizio degli impianti, le procedure autorizzative, la sicurezza, la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, oltre al sistema dei controlli. Tra le opzioni considerate figurano i reattori modulari di piccola taglia, pur mantenendo il principio della neutralità tecnologica, la cui scelta concreta verrà stabilita nelle fasi successive. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato l’intenzione di predisporre i decreti attuativi entro la fine dell’anno, indicando il periodo tra il 2033 e il 2034 come possibile orizzonte per il ritorno dei primi impianti, sottolineando tuttavia che si tratta di una previsione politica e non di un termine fissato per legge. Il voto riapre un percorso fermatosi dopo il referendum del 1987, che portò alla progressiva chiusura delle centrali, e dopo la successiva bocciatura delle norme per un nuovo programma nel referendum del 2011, avviando un nuovo iter normativo preliminare all’eventuale apertura dei cantieri.
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