Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

NODI a Romanzesu, un incontro nel segno del pensiero di Bachisio Bandinu

lunedì 21 Settembre 2026 - 11:20
NODI a Romanzesu, un incontro nel segno del pensiero di Bachisio Bandinu

Il sito nuragico di Su Romanzesu a Bitti

BITTI – Le parole di Bachisio Bandinu come punto di partenza per interrogarsi sul futuro della Sardegna e sulle scelte delle nuove generazioni: restare, partire, tornare e mettere a disposizione dei territori esperienze e competenze maturate altrove. Sabato 26 settembre il sito archeologico di Romanzesu, a Bitti, ospiterà “Misurare le distanze”, un pomeriggio di confronto ispirato al pensiero dell’antropologo bittese, scomparso nei mesi scorsi.

L’iniziativa, dal titolo “Una lettera collettiva ai sardi di oggi”, prende spunto dall’opera “Lettera a un giovane sardo” e rientra negli incontri territoriali promossi da NODI, la community ideata da Federico Esu che dal 2022 mette in relazione esperienze, talenti e risorse con l’obiettivo di creare occasioni di confronto sul presente e sul futuro dell’Isola.

Al centro dell’appuntamento ci saranno alcune delle questioni che hanno attraversato la riflessione di Bandinu: il rapporto con la propria terra, le partenze e i ritorni, la capacità di accogliere nuove energie e quella dei territori di costruire il proprio futuro valorizzando il capitale umano.

L’idea di portare NODI nel sito nuragico di Su Romanzesu è venuta all’inizio dell’estate a Claudia Pala, biologa marina originaria di Bitti, rientrata in Sardegna nel 2024 dopo 23 anni trascorsi tra la penisola e la Germania. Oggi vive a Oristano, dove ha fondato una startup innovativa dedicata allo sviluppo di sistemi per il monitoraggio intelligente dell’ambiente marino e coordina diversi progetti europei.

Nell’organizzazione è stato coinvolto anche Matteo Pala, bittese, laureato in viticoltura ed enologia e specializzato in agraria tra Pisa e Bologna. Dopo sette anni fuori dall’Isola è tornato a Bitti, dove lavora come dipendente pubblico e continua a coltivare e divulgare sui social la propria passione per la viticoltura.

Federico Esu, originario di Carbonia, ha invece alle spalle un percorso internazionale tra diritto, innovazione, politiche pubbliche e business, con oltre dieci anni trascorsi tra Scozia, Inghilterra, Paesi Bassi e Belgio. L’iniziativa è organizzata con il supporto del Comune di Bitti e della cooperativa Istelai, che cura l’accoglienza nel sito di Romanzesu.

Il programma prenderà il via alle 16.15 con una visita guidata all’area archeologica. Alle 17.30 inizierà l’incontro “Misurare le distanze – Le parole di Bachisio Bandinu, le domande di oggi, il futuro della Sardegna”. Dopo i saluti del delegato comunale alla Cultura e al Patrimonio identitario Mario Sanna, Adriana Demelas proporrà alcune letture da “Lettera a un giovane sardo”.

Seguiranno tre tavole rotonde. La prima, moderata da Matteo Pala, sarà dedicata a “Fare impresa in Sardegna: restare come costruzione”, con Gianni Sanna, Pasquale Carzedda, Piergiorgio Buffoni e Robert Carzedda. Claudia Pala guiderà invece il confronto “Rientri e nuove traiettorie: partire e tornare diversi”, con Alessio Neri, Giusi Carai, Maurizia Calvisi e Giovanni Carru.

L’ultima tavola rotonda, curata da Federico Esu, avrà come tema “Terzo movimento: quando ciò che c’è e ciò che arriva si incontrano”. Interverranno Raffaele Marras, consulente della presidenza della Regione per l’Einstein Telescope, Alessandro Caria, direttore del Parco naturale regionale di Tepilora, e Massimiliano Molari del Centro marino internazionale. La serata si concluderà con il dialogo con il pubblico e un rinfresco.

«Con questo incontro, NODI vuole ricordare Bachisio Bandinu tenendo aperte alcune delle domande che ha lasciato alla Sardegna – spiega Esu -. Restare, partire, tornare e arrivare possono generare valore quando trovano spazi di relazione. Lo stesso vale per investimenti, competenze e infrastrutture: conta come si connettono a ciò che il territorio già possiede e quanta capacità collettiva lasciano».

Per Matteo Pala appuntamenti di questo tipo permettono di «unire i puntini» rappresentati da persone, idee, aspirazioni e progetti, mettendo in relazione chi è rimasto con chi è tornato o pensa di farlo. «L’unico obiettivo – sottolinea – è migliorare dove viviamo con le migliori condizioni possibili».

Un concetto ripreso da Claudia Pala: «Partire cambia il modo in cui guardiamo il luogo da cui veniamo. Tornare significa incontrarlo di nuovo, con competenze, relazioni e uno sguardo trasformato dall’esperienza». Il rientro, dunque, non come operazione nostalgica, ma come possibilità di trasformare ciò che si è appreso altrove in nuova energia per il territorio.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi