NUORO – Mancano ormai tredici giorni al 1° ottobre 2026, data destinata a segnare un nuovo ridimensionamento istituzionale per il territorio nuorese. Da quella giornata, infatti, la Direzione Provinciale di Poste Italiane lascerà ufficialmente Nuoro per essere accorpata alla Direzione di Oristano. Una riorganizzazione che comporta la perdita, per il capoluogo barbaricino, di un presidio direzionale ed economico considerato strategico per il territorio. L’operazione si inserisce in un quadro più ampio di progressiva riduzione delle funzioni e delle autonomie nel centro Sardegna. Negli ultimi anni il Nuorese ha dovuto fare i conti con gli effetti del dimensionamento scolastico e con la perdita di importanti competenze istituzionali, fino al recente smantellamento della Corte di Giustizia Tributaria. In questo scenario, il riassetto di Poste Italiane viene letto come un ulteriore passo verso la perdita di centralità del territorio, con conseguenze che non riguarderebbero soltanto l’organizzazione interna dell’azienda, ma anche il ruolo amministrativo ed economico del capoluogo. La riorganizzazione non si limiterebbe al trasferimento del centro decisionale a Oristano. Sul piano locale, l’ufficio di via Ballero dovrebbe subire un declassamento di fascia, passando dall’attuale A2 alla categoria B-de, con una conseguente riduzione dell’organico e un ridimensionamento dell’operatività. Tagli al personale sono inoltre previsti nella sede di Santu Predu, struttura chiamata a garantire il servizio a un bacino d’utenza particolarmente ampio, comprendente i quartieri di Sa ‘e Sullai, Biscollai e Preda Istrada, oltre a Lollove, via Grazia Deledda, via Roma e diversi comuni dell’hinterland nuorese. Un ridimensionamento che, secondo le contestazioni sollevate sul territorio, rischia di aggravare ulteriormente la perdita di funzioni strategiche proprio in una fase nella quale il Nuorese punta a rafforzare il proprio ruolo anche in vista della candidatura dell’area per l’Einstein Telescope.
Contro il piano di riorganizzazione si sono già mobilitati parlamentari, consiglieri provinciali, organizzazioni sindacali e comitati di quartiere. Sono state promosse petizioni, raccolte firme e iniziative istituzionali, comprese interrogazioni rivolte ai Ministeri dell’Economia e del Made in Italy.
Al centro delle contestazioni c’è anche il ruolo dell’amministrazione comunale. In questo punt si inserisce il Consigliere di Opposizione Antonello Cucca. L’avvocato, in questo caso in veste di politico, contesta alla Giunta una linea giudicata troppo passiva e, in particolare, l’assenza – secondo i promotori della protesta – di iniziative formali sufficientemente incisive nei confronti di Poste Italiane e della Regione Sardegna per contrastare il piano di riassetto. Di fronte alle rassicurazioni fornite dall’azienda, che vengono contestate da lavoratori e rappresentanti del territorio alla luce degli effetti concreti della riorganizzazione, vengono avanzate tre richieste immediate al Comune di Nuoro. La prima è la convocazione straordinaria di un Consiglio Comunale aperto, con la partecipazione di cittadini, organizzazioni sindacali e parlamentari. La seconda riguarda l’adesione formale del Comune alle petizioni popolari già avviate nei quartieri cittadini. La terza, infine, è l’attivazione urgente di un tavolo istituzionale con Poste Italiane e Regione Sardegna, con l’obiettivo di affrontare il trasferimento della Direzione Provinciale e il declassamento degli uffici nuoresi.
Il conto alla rovescia verso il 1° ottobre è dunque iniziato. Per il Nuorese la vicenda Poste Italiane rappresenta l’ennesimo confronto sulla progressiva perdita di presidi e competenze. Una partita che coinvolge non soltanto i lavoratori dell’azienda, ma la capacità del territorio di mantenere servizi, funzioni e peso istituzionale.
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