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Melis: “Non riduciamo Grazia Deledda a cartolina. La sua opera è letteratura universale”

di Salvatore Novellu
mercoledì 16 Settembre 2026 - 11:54
Melis: “Non riduciamo Grazia Deledda a cartolina. La sua opera è letteratura universale”

Un ritratto di Grazia Deledda del fotografo Guiso

NUORO – Definire Grazia Deledda «maestra del folklore» o sostenere che abbia «sublimato il folklore» può sembrare a prima vista una formula efficace, ma rischia di rivelarsi una chiave interpretativa fuorviante e riduttiva. La consigliera comunale del Gruppo misto – Sinistra Futura, Irene Melis, interviene sul dibattito relativo all’eredità letteraria di Grazia Deledda, mettendo in guardia dai rischi legati all’uso di definizioni riduttive come quella di «maestra del folklore». Secondo l’esponente politica, considerare l’elemento folclorico come la principale chiave interpretativa dell’opera deleddiana finisce per impoverire l’immagine dell’intellettuale sarda. «Grazia Deledda non ha raccontato la Sardegna come una cartolina – sottolinea la consigliera –. Ha raccontato una società». Nei suoi romanzi, infatti, le tradizioni e le credenze non costituiscono semplici dettagli ornamentali, ma parti integranti di un sistema in cui gli individui si confrontano costantemente con la famiglia, la religione, le condizioni economiche e i propri conflitti interiori.

Irene Melis (foto S.Novellu)

Irene Melis (foto S.Novellu)

Nell’analisi di Melis, la forza della scrittrice risiede proprio nella capacità di travalicare i confini fisici dell’isola per esplorare la natura umana nelle sue sfaccettature più profonde. «Questa è la forza della grande letteratura: partire dal particolare per arrivare all’universale», osserva la Consigliera, evidenziando come la terra descritta nei testi deleddiani sia un territorio complesso e attraversato da contraddizioni, ben lontano dalla rappresentazione pittoresca e rassicurante di un mondo arcaico o cristallizzato nel tempo.

La riflessione si sposta poi sul presente e sulle modalità con cui si sceglie di narrare l’isola oggi. Melis invita a superare la tentazione di rifugiarsi in immagini d’epipania ad uso e consumo turistico, affrontando invece con coraggio le trasformazioni sociali, lo spopolamento, i divari territoriali e le difficoltà economiche della Sardegna contemporanea. «Non abbiamo bisogno di folklorizzare Grazia Deledda per valorizzarla – conclude Irene Melis –. Al contrario, rischiamo di impoverirla. Forse il modo migliore per renderle omaggio non è dire che ha “sublimato il folklore”, ma riconoscere che ha sublimato una realtà, la nostra realtà, trasformandola in grande letteratura».

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