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Scuola, docenti ancora in attesa della sede: chiesta la presa di servizio digitale

domenica 23 Agosto 2026 - 10:27
Scuola, docenti ancora in attesa della sede: chiesta la presa di servizio digitale

Studenti della scuola media Dante Alighieri in visita a Nuoro

A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, numerosi docenti di ruolo attendono ancora l’esito delle domande di assegnazione provvisoria interprovinciale. A richiamare l’attenzione sul problema è il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani.

VIAGGI DA ORGANIZZARE IN POCHI GIORNI – L’incertezza riguarda soprattutto gli insegnanti residenti nel Mezzogiorno ma titolari di cattedra nelle scuole del Centro-Nord. In caso di mancato accoglimento della domanda, dovrebbero organizzare in tempi molto stretti il viaggio verso la sede di titolarità, in vista della presa di servizio del 1° settembre.

SPESE FINO A 500 EURO – Secondo le segnalazioni raccolte dal Coordinamento, tra biglietti aerei o ferroviari acquistati all’ultimo momento, spostamenti locali, pernottamenti e vitto, la spesa iniziale può raggiungere mediamente i 400 o 500 euro.

«La tempestività delle procedure assume un valore che non è soltanto amministrativo, perché incide direttamente sull’organizzazione personale, familiare ed economica dei docenti», sottolinea il presidente del Cnddu, Romano Pesavento.

LA PROPOSTA AL MINISTRO – Il Coordinamento chiede al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di valutare l’introduzione di una procedura nazionale uniforme per la presa di servizio digitale.

L’adempimento potrebbe essere completato attraverso strumenti come Spid o Carta d’identità elettronica nei casi in cui abbia una natura esclusivamente amministrativa. Resterebbe invece obbligatoria la presenza del docente per le attività collegiali, organizzative o didattiche.

L’APPELLO DEL COORDINAMENTO – Il Cnddu sollecita inoltre la pubblicazione degli esiti delle assegnazioni provvisorie nel più breve tempo possibile, così da consentire agli insegnanti di organizzare gli eventuali spostamenti.

«Semplificare non significa ridurre le garanzie – conclude Pesavento – ma eliminare gli oneri che non aggiungono valore al procedimento».

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