Alcuni ragazzi con sindrome di Down saranno protagonisti di uno dei momenti più attesi della Festa del Redentore 2026. Domenica 23 agosto, alle 18, in piazza Vittorio Emanuele, insieme all’associazione Isola saranno al centro di uno dei momenti dedicati al tema dell’inclusione, con balli sardi sulle note dell’organetto di Valentina Chirra,
UN MOMENTO DI FESTA E INCLUSIONE – L’iniziativa nasce da una proposta della consigliera comunale Maura Chessa, accolta dall’assessora alla Cultura Natascia Demurtas, e vedrà il coinvolgimento dell’associazione Isola, impegnata al fianco dei ragazzi e delle loro famiglie.
«Il Redentore è la festa identitaria per eccellenza della nostra città – sottolinea Maura Chessa – e credo sia importante che proprio in occasioni come questa Nuoro riesca a dimostrare di essere una comunità nella quale ciascuno possa trovare il proprio spazio, essere protagonista e sentirsi pienamente parte di ciò che accade».
Ad accompagnare i ragazzi sarà Valentina Chirra con il suo organetto. «La musica possiede una capacità unica: supera le differenze, avvicina le persone e crea comunità», sottolinea la consigliera.
L’INVITO ALLA CITTÀ – Chessa invita infine i nuoresi a partecipare numerosi all’appuntamento: «Andiamo ad applaudire questi ragazzi, a ballare con loro, a sostenere le famiglie, l’associazione Isola e Valentina Chirra. Perché l’inclusione acquista davvero significato quando smette di essere soltanto una parola e diventa un’esperienza vissuta insieme».
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Credo sia importante ricordare da dove nasce davvero questo progetto.
È stato ideato da Valentina Chirra e porta il nome di “Musica oltre le barriere”, lei ha avuto l’intuizione, la sensibilità e la determinazione di trasformare un’idea in un percorso concreto di inclusione.
È stata lei a credere per prima nelle capacità di questi ragazzi, dedicando tempo, energie e passione per accompagnarli passo dopo passo, in un cammino di crescita continua.
Dare a Valentina il giusto riconoscimento significa semplicemente attribuirle i meriti per aver ideato, costruito e portato avanti questo progetto con impegno e dedizione, rendendo possibile qualcosa di veramente speciale.
Voglio aggiungere poi che il titolo dell’articolo è fortemente stigmatizzante e riduttivo: mette la sindrome di Down davanti alle persone, come se fosse la caratteristica principale che definisce quei ragazzi.
Inoltre, il verbo “balleranno” fa sembrare l’evento quasi una semplice esibizione curiosa mentre alle spalle c’è un percorso, un progetto e soprattutto ci sono persone con capacità, impegno e talento.
Un titolo più rispettoso avrebbe dovuto mettere al centro i ragazzi e ciò che fanno, non la loro condizione.