Granchietti e stelle marine nel secchiello: il gioco che può trasformarsi in un reato che puo costare caro, fino a 60mila euro. Quello che per molti bambini rappresenta un classico gioco estivo potrebbe avere conseguenze molto più serie di quanto si immagini. Raccogliere granchietti, stelle marine, paguri, piccoli pesci o altri organismi marini per conservarli in un secchiello, anche solo per pochi minuti prima di liberarli, può infatti integrare il reato di maltrattamento di animali. Gli esperti spiegano che il trasferimento dall’ambiente naturale a un contenitore provoca un forte stress agli animali, dovuto alle variazioni di temperatura, ossigenazione e salinità dell’acqua. In molti casi gli esemplari muoiono anche se, apparentemente, vengono rimessi in mare vivi.
La questione è tornata d’attualità dopo la recente riforma dei reati contro gli animali. Le nuove disposizioni hanno infatti rafforzato la tutela della fauna e previsto pene più severe per chi provoca sofferenze agli animali, comprese multe che possono arrivare fino a 60 mila euro, oltre alle eventuali sanzioni penali previste nei casi più gravi. Il messaggio degli ambientalisti è semplice: il mare va osservato, non “collezionato”. Stelle marine, paguri, granchi e piccoli pesci devono rimanere nel loro habitat naturale, evitando di trasformare un gioco apparentemente innocuo in un comportamento potenzialmente dannoso.
Già negli anni scorsi diverse associazioni animaliste avevano lanciato campagne di sensibilizzazione contro quella che è stata definita la “tortura del secchiello”, invitando genitori e bagnanti a educare i più piccoli al rispetto dell’ecosistema marino. Con l’estate nel pieno della stagione balneare, il consiglio resta quindi quello di ammirare gli animali marini senza prelevarli dall’acqua: un piccolo gesto che contribuisce alla loro tutela e aiuta a evitare possibili conseguenze legali.
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