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Nuoro. Il XXIII° Festival del folklore celebra pace e integrazione

di Franceschino Nieddu
venerdì 17 Luglio 2026 - 10:16
Nuoro. Il XXIII° Festival del folklore celebra pace e integrazione

Il gruppo dell'Isola di Pasqua (foto Nieddu)

NUORO – Il Festival del folklore di Nuoro ha vissuto una giornata straordinaria con la sua ventitreesima edizione, iniziata con una vibrante sfilata partita da piazza della stazione. A guidare il corteo sono stati gli Amici del Folklore di Nuoro, che hanno sventolato la bandiera dei Quattro Mori, seguiti dai gruppi provenienti da Messico, Ucraina, Colombia e Isola di Pasqua, ognuno con i propri vessilli tradizionali.

Un momento della sfilata (foto Nieddu)

Un momento della sfilata (foto Nieddu)

La parata si è snodata lungo via Lamarmora e corso Garibaldi tra due ali di folla che hanno accolto i partecipanti con calorosi applausi e messaggi di benvenuto, accompagnando i gruppi fino all’arrivo in piazza Vittorio Emanuele, dove il pubblico ha seguito con partecipazione le esibizioni di canti e danze tradizionali per tutto il percorso.

Un momento della sfilata (foto Nieddu)

Il gruppo della Colombia  (foto Nieddu)

La piazza Vittorio emanuele si è animata tra le 20,30 e le 21,00, accogliendo circa millecinquecento persone giunte per assistere allo spettacolo folkloristico. L’evento è stato aperto proprio dal coro degli Amici del Folklore, promotori della rassegna, trasformando lo spazio dei giardinetti in un vivace luogo di incontro e integrazione. Tra momenti di dialogo e lo scambio culturale favorito dall’esposizione di oggetti tipici dei paesi ospiti, molti spettatori hanno colto l’occasione per scattare fotografie insieme ai componenti dei gruppi stranieri, consolidando un legame fatto di curiosità e reciproca scoperta.

Un momento della sfilata (foto Nieddu)

L’esibizione degli Amici del Folklore(foto Nieddu)

Nonostante il gran caldo che ha caratterizzato la giornata, la partecipazione è stata massiccia e sentita, confermando lo spirito di amicizia e fratellanza che anima il festival. La presenza dei gruppi stranieri, alcuni dei quali provenienti da terre segnate da conflitti che non li appartengono, ha assunto un significato profondo, trasformando l’evento in un manifesto a favore della pace tra i popoli, in netto contrasto con le dinamiche belliche imposte dai poteri forti. La ventitreesima edizione si è così confermata un momento di riflessione collettiva e di celebrazione della cultura come ponte universale.

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