Trump attacca Leone XIV: “Senza di me non sarebbe dove si trova”

Salvatore

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Trump attacca Leone XIV: “Senza di me non sarebbe dove si trova”

lunedì 13 Aprile 2026 - 07:33
Trump attacca Leone XIV: “Senza di me non sarebbe dove si trova”

Donald Trump (AGENZIA NOVA)

La tensione tra la Casa Bianca e la Santa Sede ha raggiunto vette d’intensità senza precedenti a seguito delle recenti e incendiarie dichiarazioni del presidente Donald Trump nei confronti di leone XIV. Durante un comizio elettorale in Pennsylvania, il leader statunitense ha rincarato la dose rispetto alle critiche già mosse alla linea pacifista del pontefice sulla crisi in Medio oriente, arrivando a pronunciare una frase che ha scosso le diplomazie internazionali: «Senza di me non sarebbe dove si trova ora». Questa affermazione, che suggerisce una sorta di credito politico o d’immagine vantato da Trump nei confronti del Papa, giunge in un momento di estrema fragilità diplomatica, segnato dal blocco navale nello stretto di Hormuz e dalla netta opposizione di leone XIV a qualsiasi escalation militare contro l’Iran. Il capo della Casa Bianca ha descritto il Vescovo di Roma come una figura eccessivamente liberale, criticandone aspramente l’operato pastorale e sostenendo polemicamente che la sua ascesa al soglio di Pietro sia stata in qualche modo favorita dal clima culturale e dalle dinamiche influenzate dalla sua precedente amministrazione.

Il pontefice, originario di Chicago e primo statunitense a guidare la Chiesa cattolica, sta portando avanti una missione diplomatica basata sul dialogo e sulla condanna dei bombardamenti, una posizione che si scontra frontalmente con la retorica della forza promossa da Washington. Sebbene Leone XIV abbia recentemente esortato i leader mondiali a scegliere la via delle trattative, le parole di Trump sembrano puntare a una delegittimazione dell’autorità morale del papa, cercando di inquadrarlo come un interlocutore che gli sarebbe debitore. Da parte sua, la segreteria di stato vaticana ha mantenuto un riserbo assoluto, limitandosi a sottolineare l’indipendenza del conclave e la natura spirituale dell’elezione pontificia, mentre la conferenza episcopale degli Stati Uniti, per bocca dell’arcivescovo Paul S. Coakley, ha espresso profondo rammarico per i toni utilizzati dal presidente, ricordando che il Papa agisce in nome del vangelo e non come un attore della scena politica. Nonostante le critiche interne ed estere, Trump ha ribadito la propria convinzione che la linea dura sia l’unica necessaria per garantire la sicurezza nazionale, rendendo ormai evidente la frattura tra la missione universale della Santa Sede e la strategia transazionale della Casa Bianca in questo turbolento 2026.

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