La situazione di Pratosardo appare come un paradosso amministrativo: il Comune gestisce già i rifiuti e la mobilità dell’area, ma sembra temere l’onere burocratico e finanziario della gestione diretta del sito industriale. Un commissariamento lungo quasi due decenni indica chiaramente che il sistema attuale non è più sostenibile. Senza una guida chiara e un’assunzione di responsabilità politica, il rischio è che il declino diventi irreversibile, trasformando quello che era un motore economico in una periferia abbandonata.
NUORO – Nulla di fatto per il futuro dell’area industriale. L’assemblea molto partecipata svoltasi ieri sera tra gli operatori di Pratosardo e i vertici dell’amministrazione comunale si è conclusa con un rinvio di fatto. Nonostante il confronto diretto con il sindaco Emiliano Fenu e l’assessore competente Pino Mercuri, il Comune ha manifestato una chiara esitazione nel farsi carico della gestione diretta della zona produttiva.
IL CONFRONTO – Giampietro Pittorra, rappresentante degli operatori dell’area industriale cittadina, ha sintetizzato l’esito dell’incontro evidenziando come, per ora, vi siano molti interrogativi ma nessuna risposta concreta. La volontà espressa nel 2022 dalla giunta Soddu, attraverso una delibera proposta dall’allora assessora Eleonora Angheleddu che prevedeva il passaggio della gestione direttamente al Comune, sembra essere caduta nel vuoto.
LE CRITICITÀ – All’appello è mancato il presidente del Consorzio Provinciale industriale, Roberto Cesaraccio. Il consorzio in questione gestisce già sette aree industriali ma, secondo quanto emerso, incontrerebbe forti difficoltà nel gestire una realtà complessa come quella di Nuoro, dove servizi fondamentali come la mobilità e la gestione dei rifiuti sono già stabilmente nelle mani dell’amministrazione comunale.
IL DECLINO – Tra gli operatori è forte la sensazione che l’amministrazione abbia quasi timore di assumere la gestione di un’area che da ben 18 anni si trova in regime di commissariamento. Quello che un tempo era un polo d’eccellenza capace di garantire un indotto di quasi 3.000 persone, oggi sta lentamente morendo, avendo già perso la metà delle aziende insediate.
