I mozziconi di sigaretta si confermano come il rifiuto più disperso sul pianeta.
I dati delineano uno scenario inquietante in cui i mozziconi di sigaretta si confermano come il rifiuto più disperso sul pianeta, con circa 4,5 trilioni di unità abbandonate ogni anno. In Europa questa tipologia di scarto rappresenta oltre il 23% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, mentre in Italia la situazione appare particolarmente grave con una media di 77 mozziconi rilevati ogni 100 metri di litorale. È quanto emerge in occasione della Giornata mondiale del mare 2026, ISDE Italia, in collaborazione con diverse società scientifiche e associazioni impegnate nella prevenzione dei danni da plastica, ha diffuso un documento tecnico intitolato “Inquinamento da mozziconi di sigarette e microplastiche” per fare luce su un’emergenza ambientale e sanitaria troppo spesso sottovalutata.
Il problema risiede principalmente nella composizione dei filtri, realizzati in acetato di cellulosa, una sostanza plastica non biodegradabile che con il tempo si frammenta in micro e nanoplastiche capaci di contaminare il suolo, le acque e l’intera catena alimentare. Queste particelle non agiscono solo come inquinanti fisici, ma rilasciano sostanze estremamente tossiche quali nicotina, metalli pesanti e idrocarburi. Basti pensare che un singolo mozzicone ha il potenziale di contaminare fino a 1000 litri d’acqua, rendendola nociva per l’ecosistema. Oltre all’impatto ambientale, il documento di ISDE Italia evidenzia pesanti rischi per la salute umana, ricordando che in Italia fuma circa un adulto su quattro e che si registra un preoccupante aumento del policonsumo tra sigarette tradizionali, elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato specialmente tra i giovani.
Un recente studio citato nel rapporto ha rivelato una contaminazione da microplastiche nel 94% dei campioni di tabacco analizzati, dove la maggior parte dei frammenti rinvenuti è risultata composta da polietilene, polipropilene e polietilene tereftalato, probabilmente derivanti dai processi produttivi. Nonostante la normativa italiana preveda sanzioni pecuniarie e l’impiego della videosorveglianza per contrastare l’abbandono di questi rifiuti, l’applicazione delle norme appare ancora insufficiente. Per tale ragione, i promotori della campagna sostengono che la raccolta e la sensibilizzazione non bastino più e che sia necessario intervenire alla radice eliminando i filtri in plastica dalle sigarette, vietando le sigarette elettroniche usa e getta e applicando con rigore la responsabilità estesa del produttore.
L’approccio suggerito richiede una sinergia tra cittadini, amministrazioni locali e decisori politici per integrare la tutela della sanità pubblica con le politiche ambientali. La sede di ISDE Italia, situata in via XXV aprile, 34 ad Arezzo, ribadisce che la prevenzione alla fonte rimane l’unica scelta strategica efficace per ridurre drasticamente l’impatto delle microplastiche e proteggere la salute delle persone e l’integrità degli ecosistemi marini e terrestri.
