SP7 Cossatzu-Tascusi: il cantiere da 6 milioni che non parte mai

Salvatore

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SP7 Cossatzu-Tascusi: il cantiere da 6 milioni che non parte mai

giovedì 09 Aprile 2026 - 14:37
SP7 Cossatzu-Tascusi: il cantiere da 6 milioni che non parte mai

Neve sulla Fonni-Desulo-Tascusì

La viabilità in Barbagia resta un’emergenza aperta, con al centro del dibattito la strada provinciale SP7 Cossatzu–Tascusi. Nonostante un finanziamento stanziato nel 2023 pari a 6 milioni e 232 mila euro, l’arteria stradale è diventata il simbolo dell’inerzia istituzionale. Ribattezzata polemicamente dai cittadini “la strada dei fantasmi”, l’opera sconta un immobilismo che penalizza pesantemente i residenti e l’economia locale.

IL DIRITTO ALLA SALUTE NEGATO – Il disagio maggiore ricade sui pazienti fragili. Chi deve recarsi a Nuoro per cure vitali, come i malati oncologici in radioterapia, subisce un prolungamento dei tempi di percorrenza di almeno 30 minuti a causa della chiusura o dell’impraticabilità del tratto. Un ritardo che si somma alla sofferenza dei viaggi terapeutici e che colpisce duramente anche allevatori e pendolari, costretti a transitare su una carreggiata ridotta a un sentiero dissestato e pericoloso.

L’INCOGNITA DEI COSTI – Cresce inoltre la preoccupazione per la tenuta economica del progetto. A distanza di anni dallo stanziamento iniziale, l’inflazione e l’aumento dei costi dei materiali sollevano dubbi sulla sufficienza dei fondi originali. Il timore della comunità è che l’assenza di vigilanza e i ritardi burocratici possano portare alla richiesta di ulteriori risorse, allungando ulteriormente i tempi di consegna di un’infrastruttura definita a suo tempo “prioritaria”.

LA PROTESTA DEL TERRITORIO – La reazione dei cittadini non si è fatta attendere, sfociando nell’ironica assegnazione del “Premio Lumaca d’Oro 2026” alle istituzioni responsabili. La richiesta che arriva dalla Barbagia è netta: il superamento dei tavoli tecnici e delle promesse elettorali a favore dell’immediata riapertura del cantiere. Con la montagna soggetta a continui smottamenti, il rischio è che il degrado strutturale diventi irreversibile, isolando definitivamente un intero territorio.

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