Cooperativa Pastori di Sarule: il silenzio della politica sta uccidendo un territorio

Redazione

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Cooperativa Pastori di Sarule: il silenzio della politica sta uccidendo un territorio

giovedì 09 Aprile 2026 - 09:49
Cooperativa Pastori di Sarule: il silenzio della politica sta uccidendo un territorio

La Cooperativa Pastori di Sarule non rappresenta soltanto una semplice realtà produttiva, ma costituisce un presidio economico, sociale e identitario fondamentale per il territorio, nato nel secondo dopoguerra dalla volontà e dal coraggio di uomini decisi a difendere il proprio lavoro e la propria dignità. Oggi, tuttavia, questo pilastro storico della Barbagia rischia seriamente la chiusura, una minaccia che non appare legata a una tragica fatalità, bensì a responsabilità politiche ben precise. Secondo Azione Civile Sardegna, la crisi attuale è il frutto amaro di anni caratterizzati da una totale assenza di visione e da scelte strategiche errate, aggravate da un silenzio istituzionale che grava pesantemente sulle prospettive future dell’intero comparto agro-pastorale dell’isola. In questo scenario estremamente critico, l’organizzazione sostiene con vigore che non sia più il tempo delle analisi teoriche o delle promesse, richiamando chi governa all’assunzione di impegni concreti e immediati. La Regione Sardegna viene esortata a non voltarsi dall’altra parte e a non ignorare il destino di una delle esperienze cooperative più significative della zona, poiché la mancanza di intervento oggi equivarrebbe a una precisa responsabilità politica della sua fine. Per scongiurare il peggio, Azione Civile Sardegna richiede con fermezza l’apertura immediata di un tavolo istituzionale a livello regionale, l’attuazione di un piano straordinario di sostegno dedicato specificamente alla cooperativa e l’adozione di misure tangibili capaci di garantire stabilità e prospettive di crescita al settore. La posta in gioco supera i confini del comune di Sarule, interessando la tenuta dell’intera economia reale sarda. La cessazione delle attività comporterebbe infatti non solo la perdita di posti di lavoro, ma un pericoloso arretramento per l’intera Sardegna sul piano dell’identità territoriale e della coesione sociale. Azione Civile Sardegna ha dunque annunciato che non resterà inerte e continuerà a richiamare tutti i soggetti coinvolti alle proprie responsabilità, ribadendo con forza che il tempo dell’indifferenza è ormai scaduto.


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