Dopo ore di altissima tensione che facevano presagire l’inizio di un conflitto totale, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato una sospensione temporanea delle operazioni militari contro l’Iran. La decisione arriva a seguito dell’accettazione di una proposta di mediazione avanzata dal Pakistan, che ha ottenuto una tregua di quattordici giorni per avviare tavoli negoziali a Islamabad. “Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti, è una base su cui negoziare”, ha dichiarato il tycoon, smorzando i toni apocalittici delle ore precedenti.
S LA PROPOSTA IN 10 PUNTI E IL RUOLO DI ISLAMABAD Il piano presentato dal premier pakistano Shehbaz Sharif, con il sostegno diplomatico della Cina, punta a una de-escalation immediata e totale, estesa anche al fronte libanese. Tra i punti cardine della proposta figurano il riconoscimento del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz (subordinato però alla garanzia di libera navigazione), il ritiro graduale delle forze da combattimento statunitensi dalla regione e la revoca di alcune sanzioni economiche. Trump, pur mantenendo una posizione di forza, ha definito il documento una “base di lavoro percorribile” per evitare quella che lui stesso aveva definito la possibile “morte di un’intera civiltà”.
CONDIZIONE CHIAVE: LA RIAPERTURA DI HORMUZ – Nonostante l’apertura al dialogo, la Casa Bianca ha posto una condizione ferma per il mantenimento della tregua: l’Iran dovrà garantire l’apertura immediata, completa e sicura dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per il commercio energetico globale. La chiusura del braccio di mare aveva infatti innescato una crisi economica mondiale, spingendo Pechino e Islamabad a un’intensa attività diplomatica per convincere Teheran a sedersi al tavolo delle trattative.
VERSO I COLLOQUI DI ISLAMABAD – Il primo round di colloqui ufficiali è previsto per venerdì 10 aprile nella capitale pakistana. La delegazione americana, che dovrebbe includere figure di spicco come il vicepresidente JD Vance e l’inviato Jared Kushner, incontrerà i rappresentanti del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano.
