Redditi in crescita a Nuoro ma l’occupazione arranca: l’analisi della CCIAA

Salvatore

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Redditi in crescita a Nuoro ma l’occupazione arranca: l’analisi della CCIAA

martedì 07 Aprile 2026 - 09:01
Redditi in crescita a Nuoro ma l’occupazione arranca: l’analisi della CCIAA

Il corso Garibaldi (foto S.Novellu)

Una parte rilevante della sussistenza economica del territorio dipende non dalla produzione attiva, ma da pensioni e prestazioni sociali, come confermato anche dalle rilevazioni INPS.


La provincia di Nuoro attraversa una fase di chiaroscuro economico, caratterizzata da una timida risalita dei redditi a cui però fa da contraltare una preoccupante debolezza del mercato del lavoro. Secondo l’ultima analisi curata dall’osservatorio economico della CCIAA di Nuoro, basata sui dati Unioncamere aggiornati al 31 marzo 2026, il reddito disponibile pro capite nel 2024 si è attestato a 17.023 euro. Questa cifra relega il territorio al 93° posto su 107 province italiane, confermando un ritardo strutturale rispetto alla media nazionale e regionale che appare difficile da colmare nonostante alcuni segnali di dinamismo rilevati nel triennio precedente.

Tra il 2021 e il 2024, infatti, il reddito disponibile totale ha fatto registrare un incremento del 15,7%, un balzo che posiziona Nuoro al 36° posto in Italia per intensità di crescita. Parallelamente, anche i redditi da lavoro dipendente sono aumentati del 18,3%, riflettendo l’impatto dei rinnovi contrattuali in diversi settori economici. Tuttavia, questo aumento della capacità di spesa non poggia su basi solide in termini di nuovi posti di lavoro. Nello stesso arco di tempo, la variazione degli occupati dipendenti è crollata del 6,2%, un dato drammatico che inchioda la provincia al 106° posto della graduatoria nazionale, quasi in fondo alla classifica.

La fragilità del sistema emerge con chiarezza osservando la composizione delle entrate delle famiglie nuoresi. Solo il 47,8% del reddito totale deriva da lavoro dipendente, un valore che colloca la provincia al 94° posto in Italia. Questo significa che una parte rilevante della sussistenza economica del territorio dipende non dalla produzione attiva, ma da pensioni e prestazioni sociali, come confermato anche dalle rilevazioni INPS. Inoltre, la distribuzione del reddito imponibile rivela che il 29,3% dei contribuenti dichiara tra zero e 10.000 euro, evidenziando una incidenza delle fasce deboli superiore a quella di molte altre aree del Paese.

Maria Luisa Ariu, CISL di Nuoro (foto S.Novellu)

Maria Luisa Ariu, CISL di Nuoro (foto S.Novellu)

Maria Luisa Ariu, responsabile dell’osservatorio economico della CCIAA situata in via Michele Papandrea, ha sottolineato come la crescita dei redditi non sia ancora accompagnata da un rafforzamento della base occupazionale. Resta dunque centrale la sfida di generare opportunità lavorative stabili e qualificate per tradurre i segnali positivi in un benessere duraturo. Il quadro complessivo, curato per le relazioni esterne da Monica Mureddu, restituisce l’immagine di un territorio che lotta per mantenere la propria posizione, mentre il divario con il resto d’Italia resta ancora marcato.

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